Sicurezza
Marina senza iniziative Esercenti contro il Comune
MARINA DI MASSA. Il turismo, tra crisi e maltempo, non gode di buona salute. Avrebbe bisogno di una bella iniezione di fiducia: commercianti coesi, manifestazioni, iniziative di ogni tipo. Magari non...
Il turismo, tra crisi e maltempo, non gode di buona salute. Avrebbe bisogno di una bella iniezione di fiducia: commercianti coesi, manifestazioni, iniziative di ogni tipo. Magari non porterebbero migliaia di euro, ma sicuramente contribuirebbero a vivacizzare il litorale. Il condizionale è d’obbligo perché le cose non vanno proprio così: gli operatori nè si muovono sulla stessa lunghezza d’onda, nè trovano la quadra con l’amministrazione. Risultato: qualche bancarella qua e là, in piazza Betti, e niente di appetibile per il turista. Tanto più se si confronta con gli standard dei cugini versiliesi. E adesso il rischio è la brutta figura in occasione della prova generale dell’estate, il Primo Maggio.
Stefano Agnesini, presidente dei giovani imprenditori per Confcommercio, ha un compito: coordinare gli esercenti marinelli. Opera davvero ardua: due associazioni (A spasso per la costa e via Colombo) e 150 attività all’interno dell’area del centro commerciale naturale, alcune delle quali iscritte anche a Confcommercio. L’esordio non è dei migliori. Ma l’obbiettivo comune: presentarsi al meglio all’appuntamento estivo. Si fanno incontri, riunioni e - racconta Agnesini - si decide di «organizzare un mercatino con 40 espositori, gazebi e coperture uguali, prodotti artigianali e di antiquariato. La richiesta, firmata dal presidente di Confcommercio Norberto Ricci, è protocollata e arriva in Comune». Nel frattempo, però, l’associazione a Spasso per la costa si muoverebbe anche autonomamente invitando alcuni ambulanti ad allestire le loro bancarelle. «L’amministrazione - prosegue Agnesini - mi contatta dicendo che è disposta ad autorizzare singole iniziative e , a quel punto riteniamo opportuno ritirare la richiesta già protocollata. Il risultato oggi? Cinque banchi di cui alcuni anche senza gazebo». Non il migliore dei biglietti da visita. E la responsabilità - Agnesini non usa toni morbidi - sarebbe del Comune: «È un abuso di potere dell'amministrazione che costringe associazioni ed esercenti ad assistere impotenti al decadimento della propria città». Insomma, il Comune avrebbe la colpa di cavalcare le divisioni e non favorire la collaborazione tra operatori. «Non ci sono dubbi - prosegue il rappresentante di Confcommercio - sulla voglia di cambiare e soprattutto sul nuovo spirito su cui il neo gruppo di lavoro vuole costruire il futuro della propria città, lotteremo per un'organizzazione coesa ed efficiente che riporti all'eccellenza che si meritano la città e Marina».
Un attacco all’amministrazione, certo, ma anche la consapevolezza che solo l’unità può garantire qualità dell’offerta.
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