Il Tirreno

La Corte dei conti bacchetta il Comune

La Corte dei conti bacchetta il Comune

Dura pronuncia della sezione regionale: troppo indebitamento, dubbi sulla veridicità di residui attivi “vetusti”

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CARRARA. La Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per la Toscana, torna a sollecitare interventi correttivi. I magistrati contabili hanno avanzato una serie di osservazioni sulle criticità del bilancio comunale, d’altra parte sappiamo che Carrara ha il poco invidiabile primato di figurare fra i Comuni più indebitati d’Italia, a causa ovviamente della via dei Marmi. E infatti la Corte dei Conti mette in risalto che oltre un quinto delle entrate corrente serve a pagare le rate dei prestiti, e avanza addirittura sulla veridicità di residui attivi vecchi. Insomma, il lavoro non mancherà per la giunta e in particolare per l’assessore alle finanze Giuseppina Andreazzoli.

Nella premessa, la sezione toscana ricorda che «considera “gravi” anche le irregolarità contabili che tali di per sé non sarebbero, ma che costituiscono un rischio per gli equilibri di bilancio, se ed in quanto accompagnate e potenziate da altre connesse irregolarità o da sintomi di criticità o difficoltà gestionali». E ribadisce che «l’adozione di “specifiche pronunce” ha la finalità di promuovere le opportune misure correttive da parte dell’Ente». La normativa prevede che entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di accertamento (in questo caso, il 18 aprile), il Comune «adotti i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio». Altrimenti, l’amministrazione attuare i programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o l’insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria. In particolare, la Corte dei Conti ha trovato criticità e irregolarità gravi nella relazione sul rendiconto 2011 e nei prospetti ad essa allegati.

Residui attivi vecchi. La magistratura contabile rileva che vi sono a bilancio residui attivi vecchi (li definisce per la verità “vetusti”). «Più precisamente - scrive la Corte dei Conti - i residui attivi di tali titoli, costituiti in anni precedenti il 2007, in rapporto agli stessi residui relativi agli esercizi 2010 e precedenti, risultano elevati (ed esattamente pari al 20,08%). Tale grave irregolarità determina seri dubbi sulla veridicità e attendibilità delle partite conservate nella gestione residui e ha ripercussioni negative sul risultato di amministrazione. In assenza di un apposito accantonamento nel fondo svalutazione crediti, in sede di definizione dell’avanzo di amministrazione, tale fenomeno comporta un potenziale rischio per la tenuta degli equilibri di bilancio dell’Ente degli esercizi futuri».

Altro punto critico: «La gestione di cassa, nel triennio 2009/2011, ha evidenziato l’impiego di fondi aventi specifica destinazione per spese di parte corrente, non ricostituiti al termine dell’esercizio. Tale circostanza denota una sostanziale difficoltà nella gestione dei flussi di cassa, con evidenti riflessi sul bilancio dell’ente, per i costi connessi all’esposizione bancaria e con preoccupanti rischi per la tenuta finanziaria dell’ente». La raccomandazione è di provvedere in fretta a risanare il bilancio.

Capacità di indebitamento. La Corte dei Conti osserva inoltre che «Dall’esame delle informazioni desunte dal questionario sul rendiconto 2011, si è reso possibile valutare il peso che complessivamente grava sul bilancio corrente a seguito delle operazioni di indebitamento. Nel caso specifico, se si considera l’intera rata dei prestiti che l’ente annualmente è tenuto a rimborsare, si ottiene una percentuale di incidenza sulle entrate correnti pari al 21,20%. Tale percentuale, che è superiore al livello considerato critico dalla Sezione, denota una forte rigidità strutturale del bilancio dell’Ente, e pone dubbi sulla sua capacità di tenuta nel lungo periodo». I magistrati contabili bacchettano inoltre la giunta: affermano infatti che con una specifica pronuncia del febbraio dell’anno scorso, avevano suggerito di prendere provvedimenti correttivi in ordine alla capacità di indebitamento «che non risultano essere stati adottati». In conclusione, la sezione Toscana ritiene «necessaria l’adozione di provvedimenti idonei a sanare il bilancio dell’Ente ed ad indirizzare lo stesso ad una corretta gestione finanziaria, evitando il ripetersi delle gravi irregolarità riscontrate».(m.b.)

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