Il Tirreno

la fiordichiara a Cmv marmi

Passaggio di cava, a casa 2 operai

Cobas e Fillea chiedono chiarezza e garanzie all’amministrazione

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CARRARA. Il passaggio della cava di proprietà della ditta Fiordichiara alla ditta Cmv marmi “senza riassumere automaticamente due lavoratori ed alle stesse condizioni che avevano in precedenza” finisce nel mirino dei Cobas e della Fillea Cgil che annunciano anche iniziative di lotta qualora non venga fatta chiarezza.

In un comunicato congiunto firmato da Massimo Matteucci, per i Cobas, e Roberto Venturini della Fillea, si fa il resconto di un incontro avuto dalle due l'assessore Andrea Vannucci e il dirigente del settore marmo Marco Tonelli, proprio in relazione in relazione al passaggio di proprietà della cava.

«Alla amministrazione comunale abbiamo rappresentato la vertenza in essere oltre naturalmente ad utilizzare tutti gli strumenti in loro possesso per ripristinare i diritti dei lavoratori- si legge nel comunicato stampa di Cobas e Fillea - Dopo ave fatto presente che altri caso ci sono stati pertanto è' opportuno inserire una norma specifica nel regolamento degli agri marmiferi ed alla legge regionale».

«L'amministrazione - prosegue la nota - si è impegnata a convocare la ditta per risolvere il problema. Noi siamo comunque preoccupati perché chi lavora in cava deve avere delle certezze ed invece oltre ad avere lasciato a casa due lavoratori, quelli riassunti lo sono con un contratto a termine perciò senza garanzie alcune». «Il diritto alla concessione deve essere legato anche alla riassunzione di tutti lavoratori e con tutti i diritti e la retribuzione che avevano precedentemente- sottolineano Matteucci e Ventunini a conclusione della loro nota congiunta - Diciamo pertanto a tutti i cavatori che dobbiamo vigilare e che non escludiamo di arrivare a momenti di lotta che in passato per vicende analoghe abbiamo fatto».

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