Il Tirreno

Il Comune vende la ex Gil di Avenza

Alienazione per finanziare il nuovo ospedale, ma intanto è polemica sui progetti Asl per il Distretto

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CARRARA.

La palazzina della ex Gil di via Giovan Pietro ad Avenza dovrà essere messa in vendita per garantire la quota di finanziamento che il Comune si è impegnato a destinare alla costruzione dell’Ospedale Unico delle Apuane. È quanto emerge dallo schema di modifica dell’accordo di Programma siglato nel 2005 e messo a punto, al termine di un lungo confronto, da Comune, Asl e Regione Toscana. La vicenda risale a 8 anni fa e agli impegni che il nostro Comune e quello di Massa si assunsero rispetto ai finanziamenti per il Noa: i due municipi avrebbero dovuto autorizzare e agevolare, con una serie di varianti urbanistiche, l’alienazione di alcuni di edifici, di proprietà della Asl, che con l’entrata in funzione dell’Ospedale unico sarebbero rimasti inutilizzati. All’epoca Carrara aveva messo “sul piatto” la palazzina ex Cup di piazza Sacco e Vanzetti e il suo Ospedale Civico. Ma le cose negli anni sono radicalmente cambiate: il Civico è diventato un presidio sanitario per la prevenzione ed è stato oggetto di investimenti importanti che lo hanno reso “inalienabile”. La Regione ha chiesto al Comunedi individuare un'altra struttura da mettere in vendita e la decisione è caduta sulla Ex Gill. A questo punto il compito del municipio è quello di modificarne la destinazione d’uso, per valorizzare la struttura e renderla più appetibile sul mercato immobiliare. Un compito non semplice, visto che sulla ex Gil c’è un vincolo della Soprintendenza e che la struttura presenta problemi dal punto di vista della normativa antisismica. “Grattacapi” che però secondo il sindaco Zubbani non riguardano il Comune che, in sede di ridefinizione dell’accordo ha incassato l’impegno di Asl a pagare le ristrutturazioni del Distretto e della scuola Leopari. Nella attuale sede della media Da Vinci, che già ospita alcuni servizi del Distretto Sanitario, dovrà sorgere la Casa della Salute: gli studenti saranno trasferiti alla scuola Leopardi, che però necessita alcuni interventi di adeguamento. «Pagherà tutto la Asl, sono oltre 2 milioni per la Casa della Salute e 500 mila euro per la Leopardi» ha spiegato Zubbani. Tutto risolto? Non proprio tutto: in primo luogo sulla Casa della Salute e l’accorpamento di Da Vinci e Leopardi la tempistica è ancora a dir poco vaga; in secondo luogo, la Asl ha annunciato che dei circa 3500 metri quadri a disposizione alla Da Vinci, solo 3000 saranno utilizzati per ospitare la Casa della Salute e che per questo, gli spazi restanti potranno andare all’Università del Tempo Libero: una soluzione che ha fatto saltare sulla sedia Roberta Crudeli e Carlo Boni (Pd) e Claudia Bienaimè (Carrara Bene Comune) i quali, temendo un impoverimento dei servizi all’interno della Casa della Salute, hanno chiesto di visionare i dettagli del progetto della Asl.

Cinzia Chiappini

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