Il dolore
Fanghi tossici in sicurezza ma il rischio è che restino lì
Lavori all’ex Damas per analizzare e impacchettare le sostanze pericolose abbandonate da 11 anni. Il progetto per rimuoverli, però, non c’è ancora
MASSA. È iniziata la messa in sicurezza dei rifiuti tossici chiusi in alcuni container nell’area ex Damas, al confine fra Aurelia e impianto Cermec. Dopo 11 anni, ma è iniziata. Già si profila, però, un altro problema. L’appalto, affidato dalla Provincia alla Ecomar di Collesalvetti (Livorno) con risorse provenienti dalla Regione (circa 200mila euro), riguarda la “caratterizzazione” dei rifiuti, cioè l’analisi di quel che contengono e del livello di pericolosità, e la messa in sicurezza, cioè l’impacchettamento dei materiali in speciali contenitori (sacchi) per evitare possibili contaminazioni all’esterno. Ma non comprende lo smaltimento dei rifiuti, ossia l’allontanamento da quella zona dove non avrebbero mai dovuto stare, e il conferimento in una speciale discarica. E neanche prevede la eventuale bonifica dei terreni della ex Damas.
«Questo sarà lo step successivo, che potrà essere avviato dopo la caratterizzazione. Per capire dove e come smaltire questi materiali è necessario avere un quadro certo delle sostanze di cui sono composti e il loro grado di pericolosità. Soltanto con questi dati i mano si potrà decidere in quale modo eliminarli e avere un’idea dei costi che questa operazione comporterà», spiega Livio Grillotti, assessore all’Ambiente della Provincia.
Il timore che i rifiuti restino lì è, tuttavia, reale. E non soltanto perchè la Provincia, l’ente che si sta occupando di questa “bonifica” ha i giorni davvero contati: il 30 decadranno giunta e consiglio. Ma anche, anzi soprattutto, perchè c’è un problema di reperimento risorse. Se infatti l’appalto per la messa in sicurezza è stato possibile in tempi relativamente brevi grazie all’accesso a fondi di rotazione della Regione per la tutela ambientale, è tutto da vedere se ci saranno finanziamenti disponibili per la fase due della rimozione e dello smaltimento di materiali. Il fatto, poi, che è dal 2004 che quei fanghi dovevano essere portati via e sono ancora lì, autorizza ad essere pessimisti sul futuro.
Insomma, siamo soltanto all’inizio del percorso per liberare il territorio da queste sostanze non certo salubri anche se non ancora ben “tipizzate”. L’intervento appaltato alla Ecomar Italia Spa con un ribasso del 15% sulla base d’asta, per una spesa di 171mila euro dovrebbe essere completato entro il 19 maggio(più probabile a giugno). La prima parte dell’intervento riguarderà la messa in sicurezza dei rifiuti presenti nei container e nelle stive attraverso operazioni di movimentazione interna, analisi (per ricondurre i materiali ad una delle tipologie conosciute di rifiuti), confezionamento in idonei contenitori e successivo deposito, provvisorio, sempre nella ex Damas su un’area impermeabile. Quindi si procederà alla rimozione di altre tipologie di rifiuto presenti (sacchi di calce, contenitori di metallo, cisterne di plastica contenenti liquidi), che saranno portati a impianti di smaltimento. Infine, sarà svolta anche un’indagine preliminare sulle “matrici ambientali” per la ricerca di inquinanti riconducibili alla tipologia di rifiuti abbandonati nell’area.
Importante sarà sapere quanto i contenitori in cui verranno racchiusi i fanghi saranno in grado di reggere, in attesa del secondo step della rimozione dei materiali.
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