Il Tirreno

Dalle Rsa private tariffe ridotte all’Asl

Dalle Rsa private tariffe ridotte all’Asl

La proposta: un patto per salvare 230 posti di lavoro e garantire qualità agli anziani. Senza nuovi esborsi per i Comuni

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AULLA. Le Rsa (residenza sanitarie assistite) della Lunigiana insieme per salvare le strutture private, difendere oltre 230 posti di lavoro e offrire all’Asl, ma soprattutto agli utenti finali un servizio di qualità.

È questo il contenuto della nota stampa firmata dalle strutture (comprese le aderenti all'organismo Uial, Unione Istituti Assistenziali Lunigiana): Rsa Sanatrix, Rsa Villa Rosa, Rsa La Fontana D'Oro, Rsa Villa Serena, Rsa Villa Lory, Rsa Madre Cabrini, Rsa Villaverde.

Le strutture firmatarie, tra le principali Rsa private operanti in Lunigiana, che occupano ad oggi oltre 230 persone (oltre collaboratori ed indotto), intervengono sul dibattito inerente le vicende delle residenze pubbliche.

«Va premesso - si legge nella nota - che nella nostra Lunigiana vi è una forte presenza di strutture per anziani ed il settore costituisce una delle principali fonti di occupazione del territorio. Il periodo negativo ha provocato difficoltà, sia al settore pubblico, che deve procedere con forti tagli di spesa, che al privato, che a sua volta fatica a mantenere gli attuali livelli occupazionali. Quello che si è appreso è che l'Asl ha verificato l'insostenibilità economica della gestione in proprio delle Rsa operanti, nominalmente, come servizio pubblico, ma nelle quali già ora la gran parte del personale impegnato è dipendente privato, ossia di una cooperativa. La situazione dei costi imporrebbe infatti di appaltare definitivamente l'intera gestione e di incrementare la contribuzione dei Comuni ed Asl per mantenere la situazione ibrida di oggi».

«Preso atto di ciò le strutture firmatarie, nate e cresciute sul territorio grazie ad imprenditori lunigianensi che hanno investito negli anni per far eccellere la qualità dei servizi offerti- prosegue la nota - hanno avanzato alla direzione generale Asl di Massa Carrara una proposta, ossia si è offerta la disponibilità ad accogliere gli ospiti attualmente presenti nelle strutture in questione praticando ad Asl tariffe ridotte e con il contemporaneo impegno esplicito di assorbire il personale non Asl oggi occupato senza perdite di ore lavoro. Quanto proposto garantirebbe agli ospiti un servizio di qualità e l’azienda sanitaria otterrebbe un risparmio di spesa. I Comuni sarebbero esentati da nuovi esborsi, potendo investire ancora nel sociale, i posti di lavoro, sia pubblici che privati, sarebbero tutelati e le risorse economiche della Lunigiana rimarrebbero sul territorio».

«Tutto ciò - prosegue il comunicato - certo non sarebbe assicurato ove si dessero in appalto le Rsa pubbliche di cui si parla, vista la probabilità che prevalgano soggetti non radicati sul territorio, i quali possano ridurre il numero di occupati o dirottare il personale occupato fuori dalla Lunigiana».

«Con tutti i disagi - si chiude la nota delle Rsa private lunigianesi - che ciò comporterebbe per i lavoratori, come abbiamo visto succedere nel caso del Cup di Carrara. Su questi delicatissimi temi si manifesta comunque piena apertura al dialogo con l’azienda e con ogni interlocutore interessato, sicuri di portare avanti istanze di potenziale beneficio sociale e lavorativo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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