Il Tirreno

«Così si uccide la scuola fivizzanese»

Consulta dei genitori e Comitato Pro Fivizzano contestano la dirigente del Pacinotti e i vertici scolastici

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FIVIZZANO. La Consulta dei Genitori e il Comitato Pro Fivizzano tornano sulle scuole fivizzanesi. «Nonostante i nostri ripetuti appelli che si sono susseguiti – scrivono- notiamo la mancanza di risposte positive circa la nostra proposta di portare a Fivizzano una dirigenza scolastica in modo da garantire la presenza continua di un preside che abbia voglia e competenza di rilanciare le nostre scuole. Anzi in questi giorni leggiamo di spartizioni di sedi scolastiche sempre nella Lunigiana occidentale. La dirigente Sulis dell’Istituto Pacinotti di Bagnone-Fivizzano-Pontremoli , nonostante si sia trovata di fronte un territorio disagiato e colpito da una grave calamità naturale, senza scrupoli e rimorsi di coscienza, ha pensato bene di non procedere alla richiesta di una deroga sulla iscrizione della prima classe dell’istituto Agrario e Professionale di Fivizzano, disincentivando le iscrizioni, e portando la scuola a una morte certa e alla chiusura del convitto, con conseguenze gravi e disastrose per la perdita di decine di posti di lavoro». La Consulta e il Comitato spiegano poi che tutto questo starebbe accadendo nonostante la circolare Ministeriale numero 10 del 21 marzo scorso reciti testualmente “al fine poi di garantire un’offerta formativa più ampia è opportuno salvaguardare comunque i corsi unici in ambito provinciale e quelli presenti nelle zone particolarmente disagiate”. «Questo è chiaramente il caso degli istituti di Fivizzano. Questa indicazione ministeriale non solo non è stata considerata e applicata dalla dirigente Sulis, ma nemmeno, e cosa ancora più grave, da chi sta al di sopra, ossia dalla dirigente provinciale Maria Alfano e dal direttore generale regionale Angela Palamone». Commento finale della Consulta dei genitori e del Comitato Cittadino pro Fivizzano è che «il nostro territorio – dicono- sembra condannato a una decadenza continua: chiudono scuole, ospedali, da ultimo anche le residenze per anziani, come se a Fivizzano debba morire tutto e gli abitanti emigrare altrove. Noi a questo gioco non ci stiamo e pretendiamo da chi ci rappresenta e anche dalla popolazione un impegno maggiore per portare l’attenzione su ciò che sta accadendo e che non deve assolutamente accadere: non possiamo più permetterci di perdere altri servizi e posti di lavoro». ( m.l.)

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