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Circolo Libera caccia protesta

Circolo Libera caccia protesta

Nel mirino i programmi dell’Atc 13 per la gestione e l’attività venatoria

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FILATTIERA. L’Associazione Nazionale Libera Caccia Circolo Provinciale di Massa Carrara Lunigiana
nonè d’accordo su come la presidenza dell’Atc (ambito territoriale di caccia) n. 13, intende muoversi sulle aree di razionalizzazione del prelievo venatorio.

Il presidente del circolo, Andresa Draghi (rieletto per il quadriennio 2013-2016), illustra l’incontro che si è svolto con la presidenza dell’Atc: «Ci ha illustrato una tematica che intende portare avanti per quello che ritiene essere la soluzione ai mali dell’attività venatoria di questo Atc. Ci ha convocato e ci ha consegnato un dischetto con la progettazione di queste famose aree che per ora ci sono costate circa 36.000 euro». L’esito dell’incontro non ha convinto il circolo Libera caccia che elenca i pareri scaturiti dalle associazioni presenti: «Federcaccia per il si incondizionato. Arcicaccia per il si a condizione che non diventino fagianodromi. Enci per il si incondizionato. Prosegugio per il si incondizionato. Confavi forse. Cpa per il no. Italcaccia per il no. Enalcaccia per il no. Libera Caccia per il no e per spendere meglio i soldi di un bilancio ricco dell’Atc».Il commento alla proposta dell’Atc: «Per farla breve si vuol creare una serie di aziende faunistico venatorie private ma gestite da pochi noti». «Noi abbiamo subito detto che non è compito dell’Atc creare cose di tipo privatistico e aumentare la tassazione, tenuto conto che alla fine di tutto ogni cacciatore versa direttamente e indirettamente a questo atc circa 150 euro all’anno. E che dopo si troverà a versarne 200-300 e così via e con l’incognita di vedersi non ammesso a nessuna area per raggiunta capacità di iscritti». «Abbiamo attentamente letto il progetto e lo abbiamo confrontato con le varie normative – dice il circolo», e il circolo ritiene che ci sia «incongruenza totale fra la scelta delle aree lo studio della fauna e del suo habitat», inoltre esprime perplessità su altri punti, relativi alla caccia la cinghiale, e alle specie target. «Ora in periodo di crisi nera dove andare a caccia sta diventando un lusso, si interviene facendo pagare di più e limitando i territori di caccia».

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