Il Tirreno

Cima scende a valle e apre l’Enoristoro

di Andrea Berti
Cima scende a valle e apre l’Enoristoro

Oggi in via Cavour apre il nuovo locale del “signore del Candia”: ristorante, bottega e wine bar

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MASSA. Aurelio Cima scende dalle colline alla conquista del centro storico di Massa. Con l’Enoristoro.

Inizia ufficialmente oggi, alle 18, con tanto di “eno-vernissage” la nuova avventura dell'azienda agricola di Cima che porta in Via Cavour la filosofia della filiera corta con prodotti figli del territorio, le ricette ed i piatti della tradizione massese in abbinamento ad una selezione accurata di vini locali e regionali.

Aperto ormai da settimane, il cantiere all’interno dei locali (oltre 130 metri) dove c’era “Dove” ha lasciato intravedere solo alcuni giorni fa quale sarebbe stata la sua nuova natura. Dietro quelle vetrine coperte, la targa appositamente mascherata per creare quel velo di curiosità tra i passanti, c’è la mano di Aurelio Cima, imprenditore agricolo doc, in tutti i sensi, e tra i più importanti produttori del nostro Candia che all'ultima edizione di Vinitaly si è tolto la soddisfazione - l’ennesima - di ricevere la prestigiosa Medaglia di Cangrande'.

Non sarà il classico ristorante, è bene precisarlo anche se all’inizio uno potrebbe cadere nell'inganno: EnoRistoro sta a metà tra l’agriturismo – e l’arredamento è un evidente segnale insieme alla tipologia di menu che sarà proposto – un moderno wine-bar con degustazioni al banco e area aperitivi, e la “bottega” per l’acquisto di prodotti a km zero. Tre in uno: ristorazione, degustazione e vendita. Si parte dai 2,50 euro per un “bicchiere più abbinamento” con apertura dalle 11 la mattina fino all’ultimo cliente. Pranzo e cena.

«È un posto pensato per tutti le tasche; – spiega Aurelio – abbiamo immaginato e realizzato qualcosa di diverso ed alternativo a quello che esiste già nel centro storico. Anche noi vogliamo fare la nostra parte per vitalizzare il centro. Io ci credo, ci ho sempre creduto nella nostra città».

In verità è da tempo che Aurelio, che nel frattempo ha portato l'azienda di famiglia nel gotha dei vini toscani, meditava un ritorno nel centro storico: «Già il bisnonno, Giovanni, più di cinquant'anni fa, gestiva una cantina in Via XXVII Aprile; - racconta - per la mia famiglia è un grande giorno. Questo è il nostro posto».

La scelta di investire a Massa è un atto di amore e di fedeltà nei confronti anche della comunità: «La gente di Massa ci ha sempre sostenuto - non si vergogna ad ammettere - se la nostra impresa agricola è conosciuta e sana è anche grazie alla città».

Al di là dell'investimento imprenditoriale, importante soprattutto in questi momenti di crisi, l'EnoRistoro darà lavoro a 5 persone tra cucina e sala. Cima non teme gli effetti della Ztl: «Bisogna creare i presupposti per far venire la gente a passeggio - spiega - se tutti uniamo le nostre idee il nostro centro storico ha un grande futuro e chi ci avrà investito ne trarrà i frutti».

Ma veniamo al sodo e a quello che conta veramente: cosa si mangia e cosa si beve. Da Cima si potranno ritrovare tanti dei piatti che solo le nostre nonne sanno fare, come le zuppe, il baccalà, i tordelli, il pollo al tegame, lo stinco, la trippa fino ai filetti e alla carne. Coinvolte tante aziende locali nell'ottica di quel progetto per una filiera corta tutta italiana di Coldiretti che Cima, con la sua azienda, ha sposato: «Proporremo formaggi della Lunigiana e della Garfagnana, i salumi di Adò, prodotti al 100% toscani, i nostri vini naturalmente ma anche etichette di Bolgheri e del Chianti, un po' di bollicine per le signore e l'ospitalità dell'agricoltore che ci contraddistingue. Già perché non bisogna dimenticare mai le proprie radici. Io ne vado fiero».

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