Il Tirreno

Vuole un’ecografia? Ripassi tra sei mesi

di Chiara Sillicani
Vuole un’ecografia? Ripassi tra sei mesi

Tempi biblici anche per le risonanze. L’Asl: scarseggiano le apparecchiature, ma ora arrivano le Case della salute

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Tempi lunghissimi per le visite e gli esami diagnostici all’Asl: solo per alcune prestazioni (vedi tabella a fianco)i giorni di attesa sono all’interno dei parametri stabiliti dall’Asl. Per altri, però, si devono aspettare stagioni intere. Per una risonanza, ad esempio, si devono attendere 4 mesi. Peggio ancora se sulla prescrizione c’è scritto ecografia: sei mesi.

Maria Teresa De Lauretis, direttrice generale dell’Asl ammette: «Sono le nostre peggiori performance». Poi cerca di motivare: «Abbiamo una sola macchina in grado di fare risonanze di ogni tipo, a Massa». Stesso problema per l’ecografia: 35mila l'anno le prestazioni erogate, inevitabili le “code”. Senza dimenticare le richieste “inevase”, cioè di chi si mette in liusta ma poi rinuncia alla prestazione o si rivolge alla sanità privata. Senza dubbio una seconda macchina per risonanze sarebbe una valida risposta, ma all’Asl tocca fare i conti: di soldi in cassa ne ha pochi. «Dobbiamo lavorare sull'appropriatezza – ecco una delle ipotesi disegnate dalla direttrice – fianco a fianco con i medici di base». Il che significa prescrizioni ragionate, erogate solo quando la prestazione è necessaria. Altrimenti - questo è il concetto - si fa l'ecografia chi non ne avrebbe bisogno e chi, invece, dovrebbe farla rimane in attesa. Salvo, chiaramente, i percorsi di urgenza che esistono e sono attivi.

Qualche problemino anche con l'oculistica: per una visita solitamente l'attesa varia dai 15 ai 30 giorni. Adesso, però, è aumentata: siamo a 45. Parola, anche in questo caso, della direttrice De Lauretis: «Mancano due medici che dobbiamo sostituire e la lista si è allungata».

Una risposta potrebbe arrivare da una complessiva ristrutturazione della sanità distrettuale. La rivoluzione è in atto. Sono già state costituite le Aft (aggregazioni funzionali territoriali), primo passo per la nascita delle case della salute. Proprio le case della salute rappresenteranno la vera grande novità: un gruppo di medici si unisce e porta con sè il proprio “pacchetto” di pazienti, per un numero massimo di 30mila. Un sistema di rete permetterà a ciascuno di accedere alle informazioni sulla storia clinica del paziente. E quel gruppo di medici - questa la novità - sarà ospitato all'interno dei distretti dove l’utente potrà contare su un servizio sanitario territoriale 24 ore su 24, almeno in una prima fase. Per chiarire: non sto bene, vado al distretto, trovo il mio medico o un medico che è in grado di accedere ai miei dati, magari il mio curante gli ha lasciato indicazioni utili per aiutarmi o prescrivermi farmaci. In quegli stessi spazi confluiscono anche i professionisti della guardia medica che, in un secondo tempo, andranno a potenziare i turni (quando la casa della salute sarà attiva 16 ore).

«I medici stessi - chiarisce la De Lauretis - hanno verificato che da mezzanotte alle 8 del mattino le chiamate alla guardia medica sono poche. Il lavoro può essere, quindi, svolto direttamente dal 118 e i dottori di guardia medica possono essere impiegati per potenziare i turni della casa della salute». Una rivoluzione con cui ci misureremo a settembre, quando, probabilmente si partirà con il progetto a Montignoso e a Massa, al distretto di via Bassa Tambura. La speranza è che un’associazione di medici sul territorio garantisca anche un più fluido accesso a tutte le prestazioni distrettuali, con un obbiettivo: liste d’attesa ridotte.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web