Sicurezza
«Ho fatto un errore e ho rovinato tutto»
Per il 29enne autore dei furti nelle scuole confermato l’arresto per spaccio: «I miei genitori ora si vergogneranno di me»
CARRARA. Di Diabolik ieri mattina, in tribunale, intirizzito in una felpa nera stretta, jeans e scarpe da ginnastica, non aveva proprio nulla.
Quelli di Riccardo Vignozzi, 29 anni, 14 furti all’attivo nelle scuole di Marina con la firma, e il passamontagna, del personaggio dei fumetti da cui ha tratto ispirazione, erano solo gli occhi di un ragazzo disperato per cui si sono riaperte le porte del carcere, dopo essere stato arrestato in flagranza con l’accusa di spaccio di eroina.
«Ho fatto una cosa sbagliata e, in tre giorni ho rovinato tutto. Dovevo tenermi lontano da certi giri ma non ci sono riuscito: adesso mi dispiace soprattutto per i miei genitori e mio fratello. Li ho fatti vergognare di me».
Parla in fretta, prima di entrare nell’aula del tribunale di Massa dove gli verrà convalidato l’ arresto per spaccio e disposta, dal giudice De Mattia, la misura cautelare di custodia in carcere in attesa del prosieguo della direttissima (in cui il suo avvocato Guido Bernieri molto probabilmente si avvarrà di un rito alternativo) fissato per il 14 maggio.
Per Riccardo Vignozzi la settimana da protagonista iniziata con il fermo e la denuncia a piede libero da parte della polizia per 14 furti commessi nel giro di pochi mesi nelle scuole della città, finisce dentro il carcere di Massa.
Proprio dove era già stato nel 2007 (dopo essere stato trovato con 500 pasticche di ecstasy) e dove, nei suoi propositi, non avrebbe voluto tornare più.
«È solo colpa mia, ho rovinato tutto». Parla veloce come una mitraglia Riccardo. E, dopo i buoni propositi, le promesse di cambiare vita e la volontà di trovare un lavoro, spiega cosa è successo in quei tre giorni che lo hanno riportato dritto in carcere.
«Ho fatto un errore, che mi costerà caro. Avevo bisogno di soldi e la telefonata di lavoro che aspettavo non mi è arrivata, ma me ne è arrivata un’altra, quella che mi ha portato poi a fare quello che ho fatto - dice - E così per 50 euro e 2 dosi di eroina che sarebbero rimasti per me sono andato alla stazione con i venti grammi. E ho trovato i carabinieri ad aspettarmi».
Un racconto che il giovane ha ripetuto nelle dichiarazioni fatte davanti al gup De Mattia, durante la direttissima di ieri in tribunale a Massa.
Il pm Alessandro Rappelli al termine dell’udienza aveva chiesto la custodia in carcere. L’avvocato di Vignozzi gli arresti domiciliari.
Dopo una breve camera di consiglio il giudice ha convalidato gli arresti e disposto per la custodia cautelare in carcere.
L’avvocato Bernieri: ora pensiamo a un rito alternativo. Lo aveva già detto subito dopo l’arresto del suo assistito: «Ora la situazione per lui si fa più complessa».
E così è stato. L’arresto per spaccio, solo un paio di giorni dopo la denuncia per furto aggravato per i 14 colpi messi a segno nelle scuole, ha reso più complessa la posizione di Riccardo Vignozzi.
Per lui da ieri a fine mattinata si sono riaperte le porte del carcere di Massa. Ci rimarrà almeno fino al 14 maggio quando è prevista la continuazione della direttissima davanti al gup
«Intanto aspettiamo l’analisi della sostanza che gli è stata trovata durante la perquisizione- dice l’avvocato Bernieri - Poi quasi certamente sceglieremo un rito alternativo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
