La manifestazione
«Cave, in Regione è tutto fermo...»
La denuncia della consigliera regionale Marina Staccioli. Micheloni: «Sui beni estimati allibiti dalle risposte di Tonelli»
CARRARA. «Le dimenticanze della Regione favoriscono illegittimità ed evasione fiscale»: non ha dubbi la consigliera regionale Marina Staccioli che in una nota segnala che è «Di nuovo tutto fermo in materia di cave» e denuncia «L’immotivato stop ai lavori riguardo alla proposta di legge di modifica alla legge regionale 3 novembre 1998, n. 78 Testo unico in materia di cave».
«Le modifiche – ricorda la Staccioli - si sono rese necessarie per adattare la legge ai principi introdotti dalla nuova normativa nazionale e comunitaria in tema di ambiente, paesaggio, libero mercato, governo del territorio e sviluppo sostenibile del settore estrattivo, ma soprattutto ha un carattere di estrema urgenza per porre fine al più volte denunciato clima da Far West che regna nel comune di Carrara riguardo alle concessioni». Le modifiche da apportare alla legge regionale - fa notare - «permetterebbero di rivedere il regolamento del Comune di Carrara e ristabilire ordine eliminando le illegittimità che da decenni stanno procurando ingenti perdite alle casse del Comune a tutto vantaggio dei soliti industriali del marmo. Per non parlare della appurata e denunciata evasione fiscale e il conseguente rischio di infiltrazione di criminalità organizzata». «Una Regione che si vanta e si sta adoperando per combattere l’illegalità in tutte le sue forme, - conclude Staccioli - si blocca dopo una proposta di legge e non manda avanti un percorso che potrebbe aiutare a sanare l’economia di una delle zone più povere non solo della Toscana, ma anche di tutto il territorio nazionale».
Anche il consigliere provinciale Cesare Micheloni di “Fratelli d’Italia” si associa alla denuncia della consigliera regionale Marina Staccioli. E inbterviene, insieme a Guido Palmerio dell’associazione Codici, in merito al parere negativo espresso dal dirigente al marmo Marco Tonelli sulla proposta di deliberazione del regolamento agri marmiferi promossa dalla Associazione Diritti Civili e da Lega Ambiente perché ritenuta illegittima. «Il parere di Tonelli - scrivono Palmerio, Micheloni e Aldo Parisi - dovrà necessariamente essere sottoscritto da un legale per avere una qualche base di concretezza. Le eccezioni sollevate al nuovo regolamento riguardano esclusivamente questioni di secondaria importanza che possono essere definite in una fase successiva. I punti fondamentali inderogabili sono - ricordano - rilascio delle concessioni; temporaneità delle medesime; canone di concessione equivalente a quello di mercato libero e concorrenziale (tramite gara di evidenza pubblica); divieto di subaffitto; dimostrazione dell’esistenza dei Beni Estimati; superamento dei Beni Estimati, in aderenza ai principi, leggi, giurisprudenza della Repubblica Italiana. Qualsiasi atto amministrativo la cui applicazione abbia arrecato o arrecherà un danno al Comune comporta una responsabilità civile con contestuale recupero attraverso la Corte dei Conti», concludono.
E intanto, proprio in questi giorni Imm ha reso noto i dati dell’export del lapideo che, come spiega la tabella che pubblichiamo, sono ancora ampiamente positivi con una forte crescita del valore.
Tornando alla commissione provinciale, Cesare Micheloni sottolinea: «Ho domandato a Tonelli se qualcuno ha mai chiesto agli attuali possessori dei Beni Estimati di fornire prova di eventuali diritti di proprietà. Tonelli ha risposto che mai nessuno ha richiesto prove documentali, poichè il Comune di Carrara da sempre si è occupato degli Agri Marmiferi comunali, ovvero quelli iscritti al catasto estense del 1824. Tutti gli altri territori non sono agri marmiferi. Ha inoltre specificato che nel nuovo regolamento si dovrà stabilire che anche i beni estimati sono di proprietà del Comune». «Una risposta - osserva amaramente Micheloni - che lascia allibiti: l’amministrazione comunale carrarese ha da sempre trattato il tema degli agri marmiferi in modo superficiale, lasciando Carrara nel medioevo, dove i “soliti noti” fanno il bello e il cattivo tempo e i cittadini sono relegati al ruolo di Cenerentola».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google