Finanza
«Volpi è inadatto a fare il sindaco»
Roberto Pucci ad Antenna3 attacca anche il Pd: «Non sono riusciti ad appoggiare fino in fondo un loro candidato»
MASSA. Il sindaco Roberto Pucci giovedì sera in diretta tv a Logos, trasmissione di Antenna3, ha attaccato il Pd e l'ex assessore Alessandro Volpi. «Si vantano del numero dei votanti al primo e secondo turno- comincia nella sua analisi politica delle primarie- ma sta di fatto che al ballottaggio sono andati a votare in pochi e che un partito che non riesce a far passare un suo candidato e nemmeno a sostenerlo fino in fondo, non avrà la forza e la credibilità per amministrare, anche se sarà in maggioranza».
L'analisi poi si sposta sul caso Volpi che ha veicolato su di sé i voti del Pd: «Qualcuno ha parlato di accordi tra Volpi e il gruppo dirigente-spiega Pucci- ; ci sono stati, ma non nei termini che pensano tutti. Io do una lettura diversa: quando il gruppo della 28 aprile si è scisso e tre consiglieri hanno abbandonato la maggioranza, è stato il momento in cui è partito un percorso che secondo me era stato preparato da tempo. Qualcuno ha chiesto di dare segnali di rottura rispetto ad una giunta che non è mai stata amata dal Pd. Una regia precisa che ha escogitato l'uscita di Volpi dalla giunta, quando non ce ne sarebbe stato bisogno. Volpi non aveva nessun obbligo né morale, né amministrativo di uscire dalla maggioranza, nonostante partecipasse alle primarie. Il Pd ha sempre dimostrato cattiveria e poca lungimiranza rispetto alla nostra giunta, il segretario Ugolotti ha chiesto ripetutamente le mie dimissioni; in consiglio veniva prima la rivincita politica con il sindaco Pucci, poi il bene della città. Volpi è stato usato: la sua uscita dalla maggioranza gli è stata chiesta dal gruppo dirigente del Pd come merce di scambio. Ecco i termini: tu metti in difficoltà Pucci e noi ti facciamo fare le primarie aperte alle associazioni».
Ma perché poi i voti si sono spostati sul professore?
«Per un mix di situazioni- continua Pucci- ; una parte del gruppo dirigente, l'immobiliare del partito, ovvero esponenti del mondo immobiliare del Pd si, sono mobilitati nel sostegno a Volpi. Qualcuno per dare uno schiaffo a me. Qualcuno per dare uno schiaffo a Rigoni. Ma poi il giocattolo Volpi poi gli è scoppiato in mano, perché ha vinto le primarie. E' stato utilizzato prima contro di noi, poi gli si è torto contro».
L'attenzione di Pucci si sposta poi sui 5 anni con Volpi in giunta: «Nulla da eccepire- inizia il sindaco- d'altra parte il bilancio e le sue politiche le gestisce la giunta e il sindaco, non un singolo assessore. Se si è deciso di comprare l'intendenza di Finanza, o di affittare perché non potevamo più comprare il palazzo ex Enel, non lo ha stabilito Volpi da solo, ci mancherebbe, ma la giunta. Dal punto di vista degli atti non ho nulla da dire, quindi, non ci sono stati lati oscuri, se non nel comportamento politico di chi per cinque anni ha orchestrato l'indebolimento della giunta. E ci sono stati parecchi segnali: c'erano continue discussioni riguardo alcune scelte, ad esempio, che sia chiaro per tutti, Volpi non voleva che accedessimo ai fondi Piuss, adesso invece se ne vanta. Fece una battaglia, un po' in sordina, contro quei progetti, perché riteneva pericoloso impegnarsi nel cofinanziamento. Mi viene in mente anche il caso mense: fu lui a proporre, per rientrare di un po' di denaro, l'attivazione dell' Isee, per il pagamento delle rette e la giunta non era del tutto d'accordo sul metodo. Facemmo una battaglia non da poco, alla fine lo digerimmo tutti, ma quando arrivarono le mamme con pentole e padelle a protestare sotto il comune, Volpi, non essendo un cuor di leone, fece un passo indietro, l'assessore Menchini fu crocifissa per quella scelta e lui alle assemblee sostenne che non ne era responsabile, impegnandosi da solo a togliere l'Isee, mentre noi ci mettevamo la faccia con la cittadinanza imbestialita».
Ma quello non fu l'unico caso in cui Volpi, secondo il sindaco di Massa, scappò dalla folla: «Quando ha davanti troppa gente arrabbiata tende ad appiattirsi sulle decisioni espresse; quando ci sono problemi sparisce. Mi spiace sottolinearlo, ma nella vicenda dell'alluvione, quando tutti gli assessori furono in prima linea, ad aiutare come potevano, a dare segnali, a far vedere almeno che erano presenti, lui non si vide mai. Nei rapporti con la gente non ha mai difeso il nostro lavoro o dato una mano. Denota una carenza di leadership nei momenti di crisi, quando ti devi far carico della rabbia della gente e prenderti anche colpe che magari non hai, che mi porta a dire con sicurezza che Volpi come sindaco non ce la possa fare. Deve maturare».
Pucci, neanche in lista. Infine un commento sul suo passo indietro e sull'appoggio a Gabriella Gabrielli per queste prossime amministrative: «Questo paese ha espresso la volontà di rinnovamento e noi ci stiamo provando. Non nego anche che dopo tre volte che fai il sindaco la quarta è difficile e a 66 anni mi piacerebbe fare ancora qualcosa per la mia famiglia. Avevamo questa energia all'interno e abbiamo deciso di utilizzarla: Gabriella Gabrielli, una donna, conosciuta, rispettata, amata, un medico di grande generosità e voglia di fare. Non ci siamo indeboliti, anzi se ci fossi stato io saremmo stati più attaccabili: la campagna sarebbe stata tutta improntata sulla mia quarta candidatura. Quindi credo che il mio appoggio sarà dietro le quinte, la mia intenzione è quella di non mettermi neanche capolista».
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