Il Tirreno

Sindaci incatenati, la Cisl non ci sta

«Inutile esibizione di chi ha beneficiato di fondi ma non è lungimirante»

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AULLA. La segreteria provinciale Cisl Fp interviene in merito alla eclatante decisione di alcuni sindaci di incatenarsi per protestare contro le troppe tasse.

«Abbiamo, da molto tempo, mal digerito il modo di fare politica dei sindaci della Lunigiana, pronti al piagnisteo e poco propensi alla progettualità - cita una nota Cisl Fp - sindaci che negli anni hanno beneficiato di soldi piovuti dallo Stato e dalla Regione, senza una politica lungimirante, tesa alla valorizzazione dell’imprenditoria e di servizi pubblici sul territorio. L’apparato politico è più incline al mantenimento del proprio potere che a sviluppare una politica di integrazione territoriale, spartendosi a discapito dei cittadini il poco rimasto. Qualche cittadino ironicamente ha sottolineato la mediatica esposizione dei sindaci incatenati con la frase “lasciateli pure incatenati tanto....”. Noi crediamo che i sindaci non debbano fare finte scene drammaturgiche alle quali ovviamente non crede nessuno, perché durano il tempo di una fotografia ma debbano dimettersi per il bene di tutti e garantire le condizioni di una fusione reale del territorio in tre comuni, evitando in questo modo inutili e antistorici campanilismi. Quando parliamo di politica del territorio vogliamo parlare di servizi pubblici, di organizzazione e infrastrutture territoriali cose delle quali non si interessa nessuno. Documenti politici di fusione di Comuni come quello fatto girare i giorni precedenti il consiglio comunale di Aulla gridano vendetta, perché traspare in modo evidente la volontà di garantire questo o l’altro amministratore, anziché guardare al futuro produttivo e occupazionale. Nessuno parla di razionalizzazione della spesa andando a colpire gli sprechi, si aspetta che qualcun altro faccia il lavoro sporco per poi protestare in questo modo indecente. La Cisl Funzione pubblica e la Cisl Pensionati già due anni fa cominciò a raccogliere firme, circa 2mila in tutto il territorio provinciale, contro i tagli ai servizi nella Sanità, mandando le richieste ai vari livelli istituzionali. Se oggi si parla della chiusura delle Rsa pubbliche domani si potrebbe parlare dei Servizi di assistenza territoriali e allora è bene che i sindaci e la Società della Salute attivino in tempi brevi un tavolo con i sindacati evitando, magari una inutile protesta domani!».

E la conclusione: «Chi oggi si incatena o chi chiede aiuto al prefetto, come se avesse la bacchetta magica e possa sopperire alle inefficienze degli amministratori, non fa un servizio serio e costruttivo alla collettività. Ci vuole serietà e senso di responsabilità!».

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