Il Tirreno

«Il Pd allo sbando, via la dirigenza»

«Il Pd allo sbando, via la dirigenza»

L’avvocato Giovanni Martini: «Penosa debolezza anche nelle primarie»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Ha aspettato la chiusura delle primarie del centrosinistra per poter dire la sua, sulla situazione politica, l’avvocato Giovanni Martini. Ha aspettato ma ora parla, da elettore del centrosinistra «preoccupato per il futuro della città e per le sorti del Pd».

«A risultato acquisito credo che i dirigenti del Partito democratico massese dovrebbero costringersi a fare un'onesta riflessione - attacca - Anzi, avrebbero già dovuto farla lunedì mattina. Un gesto dovuto visto che sono stati i militanti a chiederlo, esplicitamente, con le urne. Parlo da elettore di centrosinistra, molto preoccupato per il futuro della città e per le sorti del maggior partito della coalizione, che non è più il primo partito di Massa, superato, alle politiche, dal Movimento 5 Stelle».

Per Martini, «siamo arrivati, probabilmente, all'epilogo di una deriva che dura da almeno 5 anni. Nel 2008, Neri si candida per un ulteriore mandato dopo un'esperienza non certo esaltante - analizza - Di cambiare candidato non se ne parla, si va al muro contro muro e Pucci vince al secondo turno. A Massa, il Pd si ritrova all'opposizione di un'amministrazione di centrosinistra: unico caso in Italia, credo. Un bel primato. Ma questo è ancora nulla. Dopo 5 anni, in città c'è più di un mal di pancia. Si chiede un cambiamento radicale. L'occasione perfetta per rifarsi.Il Pd, dai banchi dell'opposizione, dovrebbe essere il capofila della riscossa. E invece? Invece, dopo mesi di inerzia straziante, si indicono le primarie per la scelta del candidato. Oltre a Volpi ed Evangelisti, a candidarsi ci sono anche tre esponenti Pd. Non uno. Non due, magari un bersaniano e un renziano. Ma tre. Il Pd massese fa le cose in grande! A questo punto, le profonde lacerazioni interne sono evidenti a tutti. Vabbè, poco male diceva qualcuno: c'è il secondo turno.Volpi, ex assessore al bilancio della giunta Pucci, è l'uomo da battere: un elemento chiave dell'amministrazione contro la quale il Pd si scagliava un giorno si e l'altro pure. Solo a parole, viene da pensare a questo punto. Perché nei fatti si legge tutta un'altra storia.

Durante questa ultima fase, il gruppo dirigente non ha detto una parola. Né prima, quando ha permesso che fossero in tre a candidarsi, né dopo, al secondo turno, quando è rimasto solo Ceccotti. Non serve un politologo per capire che è questa penosa debolezza, oltre alle qualità della persona, che ha permesso a Volpi di vincere agilmente - dice Martini -.

I maligni pensano che ci sia stato un accordo inconfessato tra l'ex assessore al bilancio e i dirigenti del Pd locale. Questo equivale ad ammettere che il Pd aveva una rotta, una strategia. Secondo me sono semplicemente alla deriva: prima si sono fatti beffare da Pucci, poi dal suo delfino».

Martini poi affonda: «Ogni squadra di calcio, a questo punto, licenzierebbe l'allenatore. 2 a 0 e a casa. Qui, invece, 2 a 0 e tutti saldamente arroccati nella sede del Pd, perché, malgrado tutto, dopo due retrocessioni in due campionati di fila (amministrative 2008 e primarie 2013) l'allenatore resta sempre lo stesso.A cambiare (squadra) però ci stanno già pensando i tifosi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa