Il Tirreno

Alluvione: furono commessi reati

di Alessandra Vivoli
Alluvione: furono commessi reati

Parla il procuratore capo: la svolta nelle indagini nell’integrazione alla relazione tecnica

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AULLA. Alluvione di Aulla: la conclusione delle indagini è davvero più vicina.

E per la prima volta dagli uffici della Procura, per la prima volta in assoluto, il procuratore capo Aldo Giubilaro si sbottona: «Sono ravvisabili dei reati».

Insomma nNon è stata solo colpa della pioggia eccezionale se quel 25 ottobre del 2011 sono morte due persone, Erica Pavoletti, 78 anni, e Claudio Pozzi, 62 anni. E un paese intero è stato colpito al cuore.

La svolta, o meglio la conclusione delle indagini, e a questo punto sembra certo, gli avvisi di garanzia ormai sono imminenti. La settimana prossima il procuratore capo farà il punto con il pm Rossella Soffio, contitolare dell’inchiesta: «E poi tireremo le somme» annuncia.

La svolta: l’integrazione alla relazione tecnica. Giubilaro fa il punto della situazione e proprio lui, che nei giorni dell’alluvione è stato sempre in prima linea, dimostrando anche una grande partecipazione emotiva all’evento che ha sconvolto la Lunigiana, annuncia che adesso siamo davvero alla fine delle indagini. E che le responsabilità per la devastazione di Aulla ci sono. Fondamentale, per arrivare a “ravvisare i reati”, il procuratore non si sbilancia oltre, è stata l’integrazione alla consulenza tecnica chiesta dalla Procura.

Al lavoro dei tre professionisti illustri (l’ingegner Giovanni Meduni, che era vice di Bertolaso quando era capo della Protezione civile, l’architetto Carlo Chiodini e l’ingegner Riccardo Forti) racchiuso in due tomi e in due scatoloni di allegati, è stata chiesta un’integrazione.

«Dopo aver ricostruito quanto avvenuto il 25 ottobre del 2011 - spiega il dottor Giubilaro - abbiamo voluto approfondire alcuni aspetti: e i tecnici ci hanno consegnato proprio nei giorni scorsi la integrazione».

Un supplemento che si è rivelato fondamentale per chiarire alcune delle domande importanti a cui la procura cercava di dare risposta.

In sostanza, come ha messo bene in luce il procuratore capo, sono state individuate le scene dove si sono ravvisati i reati e, come passaggio fondamentale, si è risalito a chi ha commesso i reati. Insomma un lavoro complesso che gli uffici della procura hanno svolto con impegno, precisione e nel massimo rispetto di una tragedia che ha colpito al cuore una comunità intera.

A giorni la chiusura delle indagini. I tempi ora sono davvero strettissimi. Nel giro di una decina di giorni dovrebbe arrivare la chiusura delle indagini.

E allo stesso tempo si profila anche l’accertamento delle responsabilità (con tanto di avvisi di garanzia) per quanto accaduto nell’ottobre di due anni fa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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