Il Tirreno

«E i pediatri visitino a casa i pazienti»

«E i pediatri visitino a casa i pazienti»

Invito della De Lauretis ai medici dei bambini: in alcuni casi non è possibile andare in ambulatorio

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MASSA. Maria Teresa De Lauretis è il direttore generale dell’Asl, certo, ma è anche mamma e nonna. Così, nel doppio ruolo (quello professionale e quello familiare) dice la sua sul mondo dei bambini e della pediatria.

«Mi permetto di dire, a titolo personale - aggiunge come precisazione - che non comprendo per quale motivo i pediatri non facciano visite domiciliari. Certo, capisco che farlo sempre sia impossibile - precisa a chiare lettere - ma ritengo che, in casi selezionati, dovrebbero farlo». E per chiarire il concetto, si affida ad un esempio: «Un bambino con la febbre a quaranta non può raggiungere il pediatra in ambulatorio». La direttrice si aspetta la replica e anticipa: «I medici dicono che nel loro studio hanno più strumenti. Non capisco a quali si riferiscano». Insomma, i medici dei bambini raramente raggiungono i loro piccoli pazienti a casa e su questo la direttrice ha da ridire: «È un tema regionale, ma mi pare che la cosa abbia dell’incredibile».

Poi veste i panni della nonna: «In ambulatorio i bambini rischiano di contagiarsi e per evitare che la cosa accada, tocca andare dal pediatra in due, una persona rimane fuori con il bimbo che magari è lì solo per un controllo e un’altra si mette in coda all’interno». Insomma, davvero una bella stoccata. Ai pediatri il diritto di replica.

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