Il Tirreno

ALLARME DEL COMITATO PRO FIVIZZANO

«Si chiudono le Rsa pubbliche per agevolare quelle private»

FIVIZZANO. «Si vuol chiudere le Residenze assistenziali sanitarie pubbliche per agevolare quelle private». Dopo aver lanciato l'allarme circa l'intenzione dell'Asl apuana di chiudere le Rsa della...

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FIVIZZANO. «Si vuol chiudere le Residenze assistenziali sanitarie pubbliche per agevolare quelle private». Dopo aver lanciato l'allarme circa l'intenzione dell'Asl apuana di chiudere le Rsa della Lunigiana, il comitato Pro Fivizzano torna sull'argomento aggiungendo dettagli: «Oggi stiamo capendo meglio i contorni di questa assurda vicenda - scrive il comitato - dopo aver dovuto subire negli anni numerosi tagli di servizi, Fivizzano vede oggi anche messo in discussione quella che era fino a poco tempo fa una certezza indiscutibile: la Rsa anziani, una casa pubblica dove le persone sole o anziane e ormai non autosufficienti trovano il calore di una famiglia, con personale preparato e adeguato».

Per il comitato quello che l'Asl si appresterebbe a fare sarebbe all'insegna del risparmio «si sta cercando di far quadrare il bilancio chiudendo tutto il possibile e anche l'impossibile, lasciando i cittadini, che pagano tasse e ticket salati, con pochi e scarsi servizi. Quindi la decisione di cancellare anche le Rsa lunigianesi, oggi Fivizzano e Bagnone, domani Pontremoli, chiudendo di fatto un altro servizio pubblico, infierendo quindi sempre sui soliti noti, i vecchi e i deboli».

Oltre alla mancanza di un servizio essenziale per molte persone, per il comitato si perderebbero anche decine di posti di lavoro «lasciando intere famiglie in gravi difficoltà, che per un economia fragile come quella della Lunigiana, significherebbe un'ulteriore ferita mortale».

E riguardo alle motivazioni della chiusura delle tre Rsa, per il comitato Pro Fivizzano ci sarebbe anche la richiesta «delle Rsa private, con pochi posti letto convenzionati e molti letti vuoti, di poter aumentare le convenzioni per aver maggior lavoro, da qui l'idea di chiudere subito Fivizzano e Bagnone, con circa 60 posti letto e redistribuirli tra quelle private».(r.l.)

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