Il dolore
Ospitò i profughi africani pagato dopo due anni
Soldi all’hotel Zeno trasformato in un centro di accoglienza per 13 giovani Il titolare continuò a tenerli in hotel anche dopo la fine del progetto umanitario
MONTIGNOSO. Per quasi due anni ha ospitato, per conto della Regione e del ministero degli Interni, 13 profughi del Nord Africa. Senza ricevere un soldo. Ma finalmente, adesso, quel denaro lo ha avuto. Una buona notizia per Enio Baldi, titolare dell’hotel Zeno dove fino a poco tempo fa vivevano i 13 profughi all’interno del progetto di accoglienza degli immigrati, messo in piedi dalla Regione Toscana nel 2011. Baldi ha ottenuto il suo compenso per il servizio di vitto e alloggio – ma anche di carattere umanitario – fornito ai giovani immigrati e dopo quasi due anni è stato liquidato con la somma di 26.550 euro, soldi che mai come oggi gli fanno comodo. Così potrà tirare una boccata di ossigeno: i tempi sono duri e il lavoro è calato; per questo accettò la convenzione con la Prefettura, il Comune di Montignoso e la Regione, firmata il 20 giugno del 2011, per lavorare. Ma i disagi, non sapeva sarebbero stati tali e tanti.
In un anno e mezzo, infatti, Baldi ne ha viste di tutti i colori: raccontò al nostro giornale, di averci rimesso migliaia di euro, non soltanto avendo anticipato il servizio prima che il ministero erogasse la cifra, ma anche perché il rapporto con i nord africani era diventato talmente stretto che non riusciva a negare a questi stranieri disperati e senza lavoro qualche favore come la carta telefonica prepagata per chiamare i parenti, i biglietti per il treno, le scarpe nuove, più cibo di quello previsto. Insomma Baldi, alla fine, non vedeva l'ora che arrivasse il giorno in cui questi ragazzoni, sarebbero partiti.
Si tratta di quei profughi che, assieme a migliaia di compagni, erano sbarcati a Lampedusa nell’estate 2011 e che furono poi smistati in varie pari d'Italia, tra cui anche la provincia di Massa Carrara, accolti in campi attrezzati, tendopoli o strutture convenzionate con le prefetture. Dal 16 luglio 2011, prima 15 e poi 13 profughi furono ospitati all'Hotel Zeno; dopo un anno al titolare furono liquidati sei mesi di permanenza, lui però assieme alla moglie continuò a fornire vitto e alloggio ai profughi fino a poco tempo fa, quando il progetto per l'emergenza umanitaria è terminato e i profughi hanno dovuto lasciare Montignoso. Quattro pasti al giorno, all'Hotel Zeno, colazione, merenda, pranzo e cena che sembrava non bastassero mai: la notte i ragazzi saccheggiavano la credenza, nascondevano il cibo nelle camere e spesso lo facevano andare a male non abituati ai nostri metodi di conservazione; a volte sono stati ubriachi e facevano a botte in Hotel, altre volte Baldi con l'assessore ai servizi sociali Angela Bertocchi è andato a riprenderli al pronto soccorso; riempivano le stanze di oggetti trovati in discarica, vecchie tvi, materassi; non sono mancati problemi di igiene e disagi, un po' per tutti. È questa l'altra faccia di una medaglia che vede la situazione dei profughi drammaticamente irrisolta, ma anche un imprenditore sconfortato per la sua attività. Archiviati i disagi, adesso anche Baldi, liquidato con i soldi dovuti, torna ad avere un po' di serenità. Nella delibera che accerta l'atto si legge inoltre che «il Comune di Montignoso ha assicurato l'accoglienza dei cittadini migranti, mediante prestazioni culturali, assistenza sanitaria e progetti di integrazione» e che «i migranti sono stati accolti all’hotel Zeno dove gli sono state fornite tutte le prestazioni di vitto e alloggio richieste, oggi liquidate».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
