Il Tirreno

«La curia si attivi per San Francesco e il centro Anspi»

CARRARA. Un doppio appello alla curia per la chiesa di San Francesco e per il Centro Anspi dei Gesuiti, perché si attivi contro il degrado: lo rivolge, con una lettera aperta, l’ingegner Cesare...

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Un doppio appello alla curia per la chiesa di San Francesco e per il Centro Anspi dei Gesuiti, perché si attivi contro il degrado: lo rivolge, con una lettera aperta, l’ingegner Cesare Giovanni Marchetti.

«Dopo tanti anni di assenza dalla chiesa di San Francesco, dovuti al trasferimento per lavoro in altre città e al fatto che qui tornato sono ora parrocchiano del Duomo, ho avuto solo recentemente l’occasione di entrarci per una cerimonia. Mi ha stupito - scrive l’ingegner Cesare Giovanni Marchetti - lo stato di degrado di una chiesa a me così cara, dove ho ricevuto il Battesimo e la Prima Comunione. La vecchia sacrestia è fuori uso e i paramenti sacri sono custoditi dietro l’altare, le pareti sono piene di muffa e avrebbero bisogno di una energica imbiancatura, il bellissimo altare di sant’Antonio presenta annerito l’artistico basso rilievo, l’umidità si è infiltrata ovunque: sul pavimento, sui quadri, sulle rimanenti statue e anche sulla scalinata, che conduce al portico d’ingresso. Le due lapidi, che ricordano l’anno di costruzione dell’oratorio e l’anniversario della morte del caro parroco Don Romani, sono poste sul lato est della chiesa sotto il campanile, ma si presentano sbiadite e in pessimo stato. Fa male vedere un luogo di care memorie così trascurato. Forse la Curia ha deciso di lasciar perdere questa chiesa? Eppure ha una parrocchia molto importante che racchiude tutta Carrara Est».

«Altro possedimento della Curia a Carrara - prosegue nel suo intervento - è il centro Anspi. Le sale e le aule sono ancora frequentate, ma la facciata dello stabile è deteriorata e il bel teatro è fuori uso da anni, eppure qui a Carrara ce ne sarebbe bisogno. Il campetto di calcio o di pallacanestro attiguo mi pare disertato dai giovani, quindi mi sembrerebbe giusto lasciarlo alla città come parcheggio, così bisognosa di spazi. La cessione di questo spazio al Comune, potrebbe procurare il finanziamento per ristrutturare e riaprire il teatro. Come cittadino cattolico chiedo alla Curia di esaminare con attenzione queste mie proposte, anche per frenare l’inesorabile declino della città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze