Il Tirreno

Bienaimè: cancellata la mia commissione

di Alessandra Vivoli
Bienaimè: cancellata la mia commissione

Il j’accuse: dovevo occuparmi della mobilità degli alloggi popolari, penso che la soppressione sia un atto ad personam

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Una commissione comunale, per la mobilità degli alloggi Erp, cancellata.

E, sullo sfondo una vicenda giudiziaria delicata, legata alla vecchia campagna elettorale: l’assessore Bernardi, di Rifondazione, aveva denunciato per diffamazione la consigliera comunale (ed ex candidata sindaco per Idv, Verdi e Carrara Bene Comune) Claudia Bienaimè. Nel mirino, o meglio al centro della querela alcune dichiarazioni fatte dalla consigliera all’indomani dei risultati elettorali, quelle in cui veniva chiesta trasparenza sulla gestione del sociale da parte di Bernardi, e in cui si puntava il dito su un presunto voto di scambio.

«Cancellata la mia commissione sulle case popolari». «La commissione mobilità per gli alloggi Erp, di cui facevo parte, è stata cancellata con una delibera di giunta (la numero 439) dello scorso 5 settembre, io e i miei colleghi lo abbiamo appreso al scorsa settimana, da una lettera del Sunia. È singolare che la commissione, che aveva il compito di fornire un indirizzo politico per quel che riguarda il problema del cambio di alloggi popolarti, sia stata eliminata proprio nel periodo in cui l’assessore alla casa, Massimiliano Bernardi, aveva sporto denuncia nei miei confronti per diffamazione: il sospetto che sia una cosa personale mi è venuto eccome».

La dichiarazione è del consigliere comunale Claudia Bienaimè.

«La cosa che più fa riflettere è che è stata cancellata una commissione che negli intenti sarebbe destinata a dare un indirizzo politico, non solo ad occuparsi dei cambi di alloggi popolari ma anche a eventuali segnalazioni ad esempio di abitazioni sovradimensionate. Ebbene la giunta facendo riferimento a un parere della regione Toscana, del 2006 relativo al comune di Signa, ha deciso di costituire un’unica commissione denominata alloggi e mobilità. Predisponendo anche, e in ciò commettendo un abuso, che i tecnici vengano nominati dal dirigente dei servizi sociali e abitativi, non dal sindaco».

«La cosa strana è che io e i miei colleghi della commissione alloggi, Davide Poletti e Marco Iardella - continua - Lo abbiamo saputo dal Sunia: in commissione sociale il presidente Carlo Boni ci aveva solo detto che era un accorpamento previsto dalle legge regionale. Ma non aveva parlato della delibera di giunta approvata, peraltro, all’unanimità».

La lettera del Sunia. La missiva, firmata Sunia e Apu è dell’8 aprile scorso. È indirizzata al sindaco, al dirigente del servizi sociali, al presidente della commissione sociale, a quello del consiglio comunale e ai capogruppo consiliari.

Si parla proprio dell’unificazione delle commissioni Alloggi e Mobilità.

«La delibera con la quale viene istituita una commissione unica - si legge - ha di fatto delegittimato la partecipazione della rappresentanza dei sindnacati degli inquilini e della minoranza politica del consiglio comunale».

E la lettera prosegue.

«Quella delibera è un atto politico in antitesi con i principi di trasparenza, democrazia e di partecipazione in un comune con un’emergenza sfratti elevata nel privato e ora anche nel pubblico».

La replica dell’assessore Bernardi. «La soppressione della commissione mobilità risale alla fine della vecchia amministrazione, nell’ottica di un iter del risparmio auspicato a livello regionale- risponde a distanza l’assessore Bernardi - Per quel che riguarda i tempi la mia querela nei confronti della Bienaimè è partita dopo e non andrebbe strumentalizzata». «Il fatto di aver unito le due commissioni, alloggi e mobilità - conclude l’assessore - è legata anche alla logica del risparmio. Da qui a farne una cosa personale credo davvero che ce ne corra parecchio e non penso sia opportuno utilizzare questi argomenti per fare politica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze