Sicurezza
Cadal, sos dei lavoratori lanciato ai sindaci
Gli 80 operatori della coop in servizio alla casa di riposo Nuovi orizzonti chiedono garanzie per il posto
BAGNONE. La politica di austerity, a cui il paese è soggetto, si sta facendo sempre più ramificata, scava a fondo nei libri contabili dei vari enti alla ricerca di voci da sfoltire. Questa razionalizzazione della spesa pubblica, in un certo senso, intimorisce il cittadino, ma anche lo stesso dipendente, da cui dipende la diffusione del servizio.
Questa stessa preoccupazione la possiamo rintracciare nella riunione che si è svolta lunedì in sala consiliare. Presenti i sindaci della zona centrale della Lunigiana, ovvero Villafranca, Bagnone, Licciana e Tresana: di fronte a loro gli 80 operatori della cooperativa Cadal, che lavorano presso la casa di riposo della Usl “Nuovi orizzonti”.
Il dubbio che è stato posto a questo mini convegno di primi cittadini è che dalla riunione di oggi della Società della Salute, fissata alle 17 ad Aulla, esca un business plan in cui il servizio venga sì sostenuto, ma con modifiche nell’assetto del personale. Tradotto significherebbe licenziamenti. Questa spada di Damocle pende sulle teste dei dipendenti, che preoccupati hanno chiesto delucidazioni ai sindaci. Pietro Cerutti, Gianfranco Lazzeroni, Enzo Manenti e Lino Mori assumono la stessa linea: mantenere il servizio, eliminando gli sprechi, ma senza lasciare nessuno a casa. La posizione è molto netta: la Lunigiana non si può permettere nessun licenziamento.
La crisi economica ha già profondamente inciso un territorio che attende angosciosamente un rilancio economico. Il settore delle Osa occupa molte persone in Lunigiana, uan decisione troppo drastica inficerebbe anche dal punto di vista qualitativo, non avendo la forza di rispondere con efficacia alla domanda del cittadino. Il sindaco di Filattiera Lino Mori, che questo ambiente lo conosce bene, confida che questa razionalizzazione vada di pari passo con l’efficienza: «In termini numerici, nel mio lavoro non ho visto una ricaduta negativa sui servizi, anzi ho visto che i valori di ragioneria certe volte riescono ad interfacciarsi con le nuove tecnologie, migliorando in questo modo la tempistica sia per il medico che per il degente. Anche in questo caso dovrebbe essere applicato il medesimo metodo, cercare di eliminare i rami secchi mantenendo l’efficacia e la qualità, senza essere costretti a licenziare. Bisogna che ci sia uno scambio di idee tra tecnici e politici, solo così si potrà fare in modo che il cittadino sia assistito e curato».
Cristiano Borghini
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