Il Tirreno

il caso

Multata automedica, anzi no

Era stata lasciata sulle strisce per accompagnare una disabile

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MASSA. Quando l’autista del mezzo medico, volontario, è sceso in strada, dopo aver accompagnato in casa una signora con problemi di deambulazione, e ha visto che sotto il tergicristallo c’era una multa si è guardato intorno per rintracciare il vigile che lo aveva sanzionato. Sapeva di aver lasciato la vettura sulle strisce pedonali, ma non poteva fare altrimenti visto che non c’erano parcheggi liberi lì vicino e soprattutto perché la paziente deambulava davvero a fatica. Non ha visto nessuno e quindi ha preso la bolletta e ha avuto la tentazione di strapparla. Non lo ha fatto, ma ha fatto di più: ha portato la multa ai suoi superiori spiegando l’accaduto. Loro hanno contestato l’operato dell’agente, chiedendo di cancellare la sanzione al comando.

La polizia municipale ha fatto una rapida indagine per capire cosa era accaduto e ha stracciato tutto: siccome la multa non era ancora stata inviata al terminale, perché in attesa di verifica, di fatto è come non fosse mai esistita. Il comandante Santo Tavella ha semplicemente preso atto che l’auto medica si è fermata sì sulle strisce ma soltanto per pochi istanti, il tempo necessario per far salire la disabile nella sua abitazione. A testimonianza del fatto raccontato dall’autista c’era poi un elemento inconfutabile: la pedana per far scendere la donna era ancora abbassata. Insomma, non è stato un abuso del volontario, ma una necessità. «Nessun errore da parte nostra - ha detto Tavella -, ma era giusto non sanzionare».

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di Redazione Massa