Il Tirreno

Diabolik: «Rubavo per aiutare in casa»

di Alessandra Vivoli
Diabolik: «Rubavo per aiutare in casa»

Preso il ladro delle scuole. Emulando l’eroe dei fumetti un 28enne di Marina ha messo a segno 14 furti in 5 mesi

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CARRARA. Del suo eroe, Diabolik, aveva a casa perfino le caramelle, con la faccia celata dal passamontagna del celebre personaggio dei fumetti impressa sullo zucchero. E, per celebrare il cinquantesimo anniversario della nascita delle storie da cui traeva ispirazione, un 28enne di Carrara ha cominciato a fare furti, a raffica, nelle scuole della città. Quattordici “colpi” in cinque mesi.

La raffica di furti: 14 in 5 mesi. Alle medie Buonarroti è entrato quattro volte, e ha portato via di tutto, dieci computer portatili, un videoproiettore, un monitor perfino la medaglia commemorativa che con il logo della Repubblica italiana che il presidente Napolitano aveva donato, lo scorso anno, alla dirigente scolastica, per i risultati eccellenti ottenuti dagli alunni nell’arte e nella poesia. Ma i raid del fan di Diabolik sono andati avanti anche in altri istituti, sempre a Marina: il giovane, 28enne e disoccupato, metteva a segno i furti vicino a casa, anche in pieno giorno, al termine delle lezioni. Usava sempre lo stesso metodo: guanti gialli, un cacciavite a taglio con la punta storta e uno scalpello. E aveva creato, nel perfetto stile del suo eroe dei fumetti tanto amato, una sorta di base: non un sotterraneo ma una semplice cabina telefonica a metà strada fra alcuni istituti passati al setaccio e al sua abitazione, quella che condivide con la madre casalinga, il padre, pensionato e un fratello più piccolo.

La preoccupazione di Zubbani. I furti sono andati avanti per mesi, tanto che anche il sindaco Angelo Zubbani, che ieri è stato fra i primi a complimentarsi con la polizia per la brillante operazione, culminata con la denuncia a piede libero del 28enne incastrato dalle videocamere e da un lungo lavoro di intelligence, aveva inviato una lettera alle forze dell’ordine. Chiedendo di attenzionare i vari istituti cittadini in cui i “colpi” erano quasi diventati all’ordine del giorno. Le magistrali di via Lunense, ad esempio, sono state prese di mira sei volte. Quattro volte ha visitato le elementari Paradiso A e B: da qui sono spariti una tastiera per computer e un lettore Dvd, ma anche le lavagne multimediali tanto utili ai piccoli alunni. E con i quali il ladro Diabolik si è scusato.

L’ultimo colpo lo ha tradito. L’ultimo colpo il 28enne emulo di Diabolik lo ha messo a segno l’8 aprile. Alle scuole medie Buonarroti di via Cavallotti. Negli ultimi tre furti aveva cominciato a usare il passamontagna perché, rovistando nei cassetti della scuola, durante uno dei suoi colpi, si era accorto - dalle fatture - che avevano comprato le videocamere. Non si era però cambiato il giubbotto: un piumino con logo gigante della Napapjuri che indossava tutti i giorni e che ha contribuito alla sua identificazione. Ha lasciato anche un biglietto in cui sotto la firma Diabolik scriveva: “colpa di crisi, scusate disagio”. Parole non buttate lì a caso: come lui stesso ha confessato voleva sviare i sospetti e farli ricadere in qualche cittadino straniero. E la grafia era la stessa che gli agenti hanno trovato in una cartolina, durante la perquisizione nella sua casa: quella che doveva spedire a un amico, in carcere, che il giovane chiamava “Maestro” e a cui scriveva: “mi mancano le tue lezioni” e “non mollare”.

«Ho rubato per aiutare la mia famiglia». La polizia, grazie anche al supporto della scientifica e a un attento lavoro investigativo, ha fermato il 28enne a Marina. E ha perquisito la sua abitazione, trovando parte della refurtiva. Il resto l’ha consegnata proprio lui stesso agli agenti: in Commissariato è crollato e si è detto dispiaciuto, soprattutto per aver provocato problemi ai bambini a cui ha sottratto parte del materiale didattico. Ha anche detto che rubava per aiutare la famiglia a tirare avanti. È stato denunciato a piede libero (il suo avvocato è Guido Bernieri). E, uscito dal Commissariato il fan di Diabolik ha ringraziato gli agenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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