Sicurezza
Colto da infarto, muore Franco Cordoni
Il professore in pensione si era fermato per raccogliere degli asparagi. Lo hanno trovato gli escursionisti che erano con lui
MASSA. Stava camminando sul sentiero che da Gronda porta a Resceto insieme a un paio di amici: Franco Cordoni, 66 anni, professore dell’Itis Meucci in pensione, aveva visto un mazzetto di asparagi e lo voleva raccogliere. Ha fatto cenno agli altri che si sarebbe fermato, ma non ha chiesto di essere aspettato: «Ci metto pochissimo, voi andate avanti poi vi raggiungo». Sono state le ultime parole che l’uomo ha detto perché dopo una manciata di minuti non vedendolo arrivare gli altri escursionisti sono tornati sui loro passi per dirgli di fare presto. Lo hanno chiamato ad alta voce, ma non hanno avuto risposta, così sono passati dal sentiero preso da Cordoni e lo hanno visto riverso a pancia in giù in un saliscendi. Lo hanno soccorso, ma Franco non dava segni di vita: aveva un brutto taglio sulla testa, ma non sembrava così grave da perdere i sensi. Gli amici del professore in pensione hanno chiamato il 118 ed è partito il Pegaso, ma quando l’elicottero è arrivato non c’era più nulla da fare.
È difficile ricostruire quello che è accaduto in quei pochi minuti in cui il docente in pensione - aveva lasciato da poco l’insegnamento per godersi il meritato riposo - è rimasto solo. Il medico legale Maurizio Ratti, incaricato dal sostituto procuratore Vito Bertoni, ha esaminato il corpo all’obitorio non riscontrando traumi tali, però, da essere la causa della morte. Secondo Ratti, Cordoni è stato colto da un malore, probabilmente infarto, all’improvviso. Ha perso i sensi ed è rotolato lungo il saliscendi, dove poi lo hanno trovato gli amici. Il decesso deve essere stato instantaneo, visto che la mancanza di graffi sulle mani fa capire agli inquirenti che non ha tentato neppure di ripararsi. Ha picchiato la testa, ma non in maniera violenta. Più brutta invece la frattura al gomito, un trauma però che non ha riguardato parti vitali.
I soccorsi sono stati immediati. Il Pegaso ha impiegato pochi minuti per raggiungere la vallata e per rientrare nell’eliporto del Cinquale. Mentre la salma veniva portata all’obitorio il gruppo di escursionisti è stato sentito dai carabinieri, che hanno ricostruito l’accaduto. Durante la camminata Franco non aveva lamentato alcun malore, aveva seguito il passo degli altri come le altre volte che era salito sulle Apuane. L’unica cosa di diverso che aveva notato chi era con lui è che era stanco. Forse quella degli asparagi era una scusa per prendere un po’ di fiato.
Questa mattina sarà comunque il magistrato che era di turno ieri, Bertoni, a decidere se basta l’esame esterno del corpo dell’ex docente oppure se è meglio approfondire chiedendo a Ratti di eseguire l’autopsia. Difficile che venga preferita la seconda ipotesi, però. Dal racconto di chi lo ha visto per l’ultima volta e dalle ferite - compreso un’ematoma al torace - sembra proprio che a cedere sia stato il cuore. Forse per lo sforzo oppure per il primo vero caldo di questa primavera. Appena il sostituto procuratore firmerà il nulla osta per la sepoltura verranno fissati i funerali, che probabilmente si terranno domani.
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