Il dolore
Ceccotti al vincitore: «Tanti complimenti ora arriva il difficile»
Rammarico per una campagna elettorale partita tardi Sul professore: ottima persona, ma deve aprirsi al confronto
MASSA. Ha perso e non si nasconde dietro un dito Domenico Ceccotti (assessore provinciale). Ma perdere è una cosa, essere sconfitti un’altra e «quando si gioca bene non si è mai sconfitti».
Sono le 22,10, il seggio di Romagnano è affollatissimo, lo spoglio è quasi finito e i numeri parlano chiaro: il centrosinistra candida a sindaco Alessandro Volpi. Ceccotti è a casa sua, nel suo paese, nel seggio in cui vince per 584 voti contro 261, stringe tra le mani il telefono, chiede un po’ di silenzio e scorre la rubrica fino alla lettere V: «Hai vinto tu, complimenti Alessandro». Poi arriva l’incoraggiamento: «Adesso fatti forza, ora - aggiunge scherzoso - sono problemi tuoi. Se ti do una mano? Beh, di idee ne ho, alcune già te le ho espresse».
Profumo di collaborazione anche se nel seggio di Romagnano si respira un forte odore di delusione e di rammarico. Non solo per essere partiti in ritardo nella campagna elettorale («Io ho tentato fino in fondo di garantire l’unità del partito con un candidato unico»). Il rammarico più grande è un altro - quello che Ceccotti sceglie di non esprimere, ma serpeggia tra chi lo ha sostenuto: non aver sentito la mano del Partito democratico sulla spalla. La sintesi la offre un sostenitore e amico di Ceccotti: «Nessuna uscita ufficiale del Pd a sostegno del suo candidato e i tre sconfitti al primo turno (Bertocchi, Venè ed Evangelisti) schierati con Volpi».
Lui, Ceccotti, evita le polemiche, è allegro, fa ancora da motivatore a chi nella sua vittoria ci ha creduto fino all’ultimo. Suona nuovamente uno dei suoi due telefoni, risponde. È un amico: «Ha vinto Alessandro, ma non siamo sconfitti, possiamo andare a testa alta». Tanto fair play anche se qualche sassolino dalla scarpa vuole toglierselo : «Eccoli qua, presento i miei poteri forti, sono questi». E indica chi, fino quasi alla mezzanotte, gli è accanto, ha lavorato con e per lui. Dicono che sono l’uomo dell’apparato? Questo è il mio apparato». Poi la sintesi in una frase forte che la dice davvero lunga: «Davide non ha vinto contro Golia e - aggiunge non a caso - Golia non è Alessandro. Lui è una brava persona, onesta e corretta. Sarà un ottimo sindaco, anche se credo debba imparare - e si concede un consiglio - ad essere più aperto alla critica e al confronto». Golia, dunque, e pare che il riferimento sia - più o meno implicito - ad un partito da cui Ceccotti si attendeva di più.
Ora prima di pensare a domani, Ceccotti si concede un attimo per l’analisi politica:«Una cosa è chiara, i voti dei tre candidati sconfitti al primo turno non si sono spostati su Volpi. Ma il fatto che si siano apertamente schierati con Alessandro - ipotizza - forse ha dato per scontato la sua vittoria e demotivato al voto».
Al seggio di Romagnano sono ancora tutti lì, aspettano una foto di gruppo prima di chiudere la porta. E guardare avanti. Nel futuro per Ceccotti una certezza c’è e si chiama politica: «Continuerò a farla. Ho partecipato alle primarie attenendomi alle regole e ora, per qualcuno ho un po’ meno rispetto. Ci sono stati comportamenti che mi hanno offeso». Ma «l’avventura è stata bella, ringrazio chi si è speso per me. Solo insieme a quegli amici deciderò cosa fare. Domani(leggi oggi) mi concedo una giornata di riposo, poi si vedrà». E c’è da contare che del suo futuro - nonostante non lo dica a chiare lettere - vorrà parlare anche in casa Pd.
Chiara Sillicani
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