Gioco
Nuovo sopralluogo all’affresco di Mosè nel Duomo cittadino
Effettuati rilevamenti all’infrarosso: degrado in corso per il capolavoro che potrebbe avere ispirato Michelangelo
CARRARA. Un altro intervento presso il Duomo di Carrara per rilevamenti non invasivi sull’affresco del Mosè.
Il Centro Studi Michelagnolo Torano di Mauro Pisani (studioso ed esperto di Michelangelo) e lo studio peritale Rosati Verdi Demma si sono avvalsi della dottoressa Claudia Stangarone di Bari per effettuare rilevamenti ad infrarosso così da avere ulteriori dati da aggiungere ai precedenti per una diagnostica più completa.
Sull’affresco, a quanto è emerso, è attualmente in atto un preoccupante processo di degrado, dovuto all’infiltrazione di umidità che proviene dalla volta soprastante l’affresco.
Secondo quanto rilevato dagli esperti, sarebbe consigliabile avviare un progetto di monitoraggio e salvaguardia della situazione di degrado che dovrebbe procedere qualsiasi altra operazione di tipo conservativo, in modo da non vanificare o peggiorare la situazione attualmente in corso con interventi di restauro affrettati o incauti.
A tal fine - suggeriscono gli esperti - sarebbe opportuno avviare un monitoraggio microclimatico, al fine di capire come variano le oscillazioni termoigrometriche, in modo da poter meglio veicolare qualsiasi intervento.
Afferma ancora l’esperto Mauro Pisani, nostro concittadino: «Data l’importanza e il pregio dell’affresco, a questa operazione andranno affiancate delle indagini diagnostiche atte a studiare la natura dei pigmenti utilizzati per l’affresco, in modo da inquadrarli nel contesto storico artistico».
Tale indagine, non invasiva potrebbe essere fondamentale per supportare l’ipotesi attualmente portata avanti dallo studioso Mauro Pisani del Centro Studi Michelagnolo Torano, che è mirata ad avvalorare l’ipotesi che Michelangelo si sia ispirato proprio al Mosè del nostro Duomo per realizzare lo splendido Mosè che si trova nella chiesa di San Pietro in Vincoli a Roma.
Pisani è avvalorato in questa sua convinzione da altri testi. In particolare, secondo un documento conservato nell’Accademia di Belle Arti di Carrara viene riportato come “probabile” che allorquando il Buonarrotti qua veniva (1503-1525) per scegliere i blocchi di marmo, si sia ispirato alla considerazione di questo (il dipinto di Mosè nel Duomo di Carrara, ndr.) per concepire il suo lavoro.
«A ben guardare - è scritto nel libro “Il Duomo di Carrara” di Giancarlo Paoletti - la somiglianza tra il capolavoro michelangiolesco e la nostra pittura non sono del tutto casuali».
L’ipotesi è riportata anche in un altro libro, Ricordi di Carrara religiosa nei secoli e altre notizie di Anna Sbertoli.
Il Mosè del Duomo di Carrara è seduto con il libro della Genesi aperto alle parole: “Multiplicate sunt acquae elevaverunt arcam in sublime a terra”.
Un affresco di grandissimo valore artistico quello del nostro Duomo, probabile ispiratore di Michelangelo, ma che adesso necessita di interventi di restauro. (m.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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