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Musetti: dove sono i 600 milioni di lire per il campo nomadi?

Musetti: dove sono i 600 milioni di lire per il campo nomadi?

La Destra polemica con l’Associazione Migrantes mentre Ivonne Tonarelli si appella al sindaco Zubbani

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CARRARA. E’ ancora polemica sulle case popolari.

Gianni Musetti della Destra scrive: «Dove sono finiti i 600 milioni di vecchie lire donati dal comune di Carrara all'associazione Migranti?».

Sottolinea il segretario provinciale della Destra: «L'Idv continua imperterrita nella sua campagna per assegnare case popolari, che andrebbero riservate ai cittadini italiani, agli extracomunitari. Oggi si arriva addirittura a evocare l'intervento del sindaco Zubbani perché si attivi subito a eliminare le discriminazioni che, per loro opinione, sarebbero in atto nel comune di Carrara nei confronti degli immigrati. Intanto ci chiediamo se per caso abbiano questi signori mai visto la graduatoria delle case popolari, praticamente colonizzata dagli immigrati, e di quale squallida discriminazione vengano colpite invece le famiglie italiane, surclassate puntualmente da quelle straniere nelle graduatorie stesse. La cosa che però dobbiamo chiedere a questi esponenti dell'ormai defunto partito di Di Pietro, tra cui l'assessore provinciale Sara Vatteroni e Ivana Tonarelli, è dove siano andati a finire i 600 milioni delle vecchie Lire che il comune di Carrara versò all'Associazione Migranti per il campo nomadi del Lavello. Ricordiamo che entrambe le signore erano allora dirigenti e fondatrici della stessa associazione, in quegli anni impegnate nell'integrazione dei componenti del campo nomadi. Sono sotto gli occhi di tutti le condizioni nelle quali il campo versa ormai da sempre, a scapito della salvaguardia, dell'igiene e della sicurezza di tutte le zone limitrofe, e l'assenza di integrazione dei suoi “residenti”. Forse con tale somma si poteva altro, come investimenti sulla salvaguardia del territorio al fine di prevenire quei tanti disastri che poi negli anni, e nel recentissimo passato, si sono poi puntualmente verificati, o destinarli al sociale, al lavoro, all'occupazione», osserva Musetti.

Ivonne Tonarelli risponde all’assessore Bernardi. Proprio Ivonne Tonarelli dell’Associazione Migrantes era intervenuta nei giorni scorsi sulla politica nata fra la consigliera dell’Idv Claudia Bineaimè e l’assessore Bernardi, in merito ai controlli preannunciati dall’assessore stesso rispetto alle domande delle case popolari.

«Da alcune settimane - scrive la Tonarelli - stiamo seguendo la vicenda del bando delle case popolari e della questione delle abitazioni insalubri. In primo luogo vorremmo sottolineare che le procedure a cui sottostanno i cittadini stranieri, la dichiarazione di idoneità alloggiativa e la certificazione di igienico sanitaria, la prima rilasciata dal comune in conformità alla legge regionale sull'edilizia popolare e la seconda rilasciata dalla Asl sulla base della normativa nazionale sono diverse e alternative una all'altra. Le due normative definiscono criteri diversi quindi non possono essere confuse, la stessa famiglia può avere i requisiti per la prima e non per la seconda e tutto questo è perfettamente legale e rispettoso della normativa. Chiarito questo aspetto ci duole sottolineare invece come i toni e le affermazioni siano gratuite e superficiali e che possano essere volte a dipingere un’intera categoria di cittadini, per il solo fatto di appartenere a minoranze culturali, dedita al malaffare o alla furbizia per aggirare la norma. Confidiamo - aggiunge - che il controllo rigoroso effettuato dall'amministrazione avvenga nel rispetto scrupoloso della normativa, anche se forse non se ne condivide lo spirito. D'altro canto il tema della casa e dell'inclusione ed esclusione dalle graduatorie ha sempre destato la fantasia degli amministratori, a dire la verità per la maggior parte amministrate dalla Lega Nord, e in tutti questi casi ha trovato nelle aule giudiziarie la risposta respingendo atteggiamenti o letture della normativa tese ad escludere cittadini di origine straniera, la dottrina è copiosa. Confidiamo che il Sindaco Zubbani sappia con saggezza gestire una situazione così delicata, soprattutto in una fase di crisi economica che colpisce tutti i cittadini presenti nel nostro territorio e che potrebbe acuire lo scontro sociale soprattutto se la stessa amministrazione si rendesse responsabile e sostenitrice di comportamenti discriminatori».

Insomma, il caso dell’assegnazione delle case popolari, dopo lo scambio di accuse fra la consigliera Claudia Bienaimè e l’assessore Bernardi continua a far discutere.

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