Il Tirreno

Festa in casa Vignali «Giorni difficili, ora però sorridiamo»

Festa in casa Vignali «Giorni difficili, ora però sorridiamo»

I genitori di Andrea avvertiti dalla Farnesina esultano «Ci ha detto che sta bene, ora andiamo a trovarlo a Roma»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. «Venite su, la porta è aperta». Al citofono la voce della signora Marinella, mamma di Andrea Vignali, il documentarista rapito in Siria, è squillante. Allegra. Suo figlio è stato liberato da pochi minuti. La donna è in casa col marito Renato, stavolta rispondono ai cronisti che chiedono notizie: «Scusateci, ma ci avevano detto di non parlare con voi - dice il padre -. Sono stati giorni difficili e abbiamo avuto paura di non poterlo riabbracciare più. È andata bene, sarà un’esperienza che lo farà crescere come uomo, anche se il suo lavoro continuerà a farlo».

Mamma Marinella e papà Renato hanno parlato per pochi istanti con Andrea, al telefono satellitare che il figlio si è fatto prestare per tranquillizzarli: «Sta bene, gli abbiamo promesso che andremo a prenderlo a Roma. Poi passeremo qualche giorno insieme a lui nella capitale perché ha delle cose da sbrigare, ma giuriamo che lo riportiamo qui al più presto perché si deve riposare».

L’uomo è in tuta. Sorride. È felice e cerca di mandare giù un po’ di riso in bianco e un po’ di verdura: «Vorrei offrirvi qualcosa - si scusa -, ma non ho niente. Non abbiamo pensato a nulla in questi dieci giorni, solo al nostro Andrea». Sono quasi le 15, ma in casa Vignali dopo che è arrivata la notizia della liberazione del ragazzo è un continuo squillare di telefoni e cellulari: «Tante persone ci sono state vicine in questi giorni, li ringraziamo - aggiunge il papà -. Ma devo dire che i funzionari della Farnesina sono stati meravigliosi, ci tenevano aggiornati. Chiamavano due volte al giorno, ci hanno detto in che mani erano finiti e abbiamo sperato che questa storia finisse al più presto. Sono andati in Siria per documentare la disperazione di quella gente e hanno rischiato la loro vita, via lasciateci godere questo momento. Ci meritiamo un po’ di tranquillità, no?». Ma è impossibile non fare altre domande e Renato lo sa: «Domani mattina (oggi, ndr) partiamo per Roma, quando torniamo a Massa ve lo faremo sapere».

La mamma Marinella è meno loquace del marito, entra in cucina dopo aver parlato al cellulare con un familiare: «È come se Andrea fosse nato una seconda volta - sorride -, adesso ho voglia di riabbracciarlo. Ma è bastato sentirlo al telefono per tornare a vivere. Non auguro a nessuno momenti come questo».

Prima di congedarsi con i giornalisti che hanno documentato questo giorno felice, Renato chiede un paio di piaceri: «Nessuna nostra fotografia - spiega -, non vogliamo finire sui giornali. Voi fate il vostro lavoro, ma noi vogliamo stare fuori da tutto. Solo un’altra cortesia: date risalto all’umanità che hanno dimostrato quelli della Farnesina, non ci hanno lasciati soli un istante. Ci sono stati accanto e ci hanno fatto capire che dipendeva anche da noi il lieto fine. Avevano ragione loro».

Per Marinella e Renato però la giornata è solo all’inizio. «Ci stanno cercando in tanti, adesso però dobbiamo preparare i bagagli. Il primo aereo per Roma parte all’alba».

ALTRO SERVIZIO A PAG. 9ri

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa