Il Tirreno

Chiuso il distretto, i pazienti si curano sotto il gazebo

Chiuso il distretto, i pazienti si curano sotto il gazebo

Iniziativa di protesta contro l’azienda sanitaria alle Villette Gli organizzatori: così ci riprendiamo il diritto alla salute

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MASSA. C'è chi si vuole misurare la pressione, chi il livello di glicemia e chi, invece, vuole solo far sentire la propria voce e protestare contro la chiusura del distretto sanitario delle Villette, il sabato mattina.

C'è un andirivieni continuo alla “tenda della salute”, il gazebo allestito ieri da un gruppo di operatori sanitari, fra cui Marco Lenzoni, l’infermiere balzato agli onori della cronaca per aver pagato di tasca sua le analisi di una paziente. Davanti al gazebo un cartello con scritto l'articolo 32 della Costituzione, quello in cui si indica la Repubblica italiana come garante della salute dei suoi cittadini. Tutto intorno una piccola equipe di infermieri si dà da fare con i pazienti. «Pensiamo – commenta Lenzoni – ad un anziano che deve fare un esame del sangue o, ancora più semplicemente, misurarsi la pressione e, per farlo, è costretto ad andare a Massa. Deve aspettare l'autobus, senza dimenticare che spesso salta qualche corsa, arrivare in centro e da lì, a piedi, raggiungere via Bassa Tambura. Stessa storia per tornare a casa: a piedi fino a Largo Matteotti e attesa per l'autobus. Ancora peggio se capita in estate, con il caldo torrido». Insomma, chi ha allestito il gazebo, parla chiaro: il distretto di Villette deve rimanere sempre aperto.

E la tenda, ieri, è stata un modo per riportare i servizi sanitari sotto casa dei cittadini: dalla misurazione del peso, della pressione arteriosa e del livello glicemico a consulti per la prevenzione e la cura di malattie croniche. E sono stati veramente tanti, prevalentemente anziani, quelli che si sono rivolti alla tenda della salute. Tra i pazienti in coda anche la mamma dell'assessore al sociale Gabriella Gabrielli.

«Questo quartiere – spiega Noemi Bernardini, volontaria Croce Bianca – è davvero popoloso e la chiusura del distretto, il sabato mattina, rappresenta il taglio di un importante servizio». Un'iniziativa, quella di ieri, che tuttavia non vuole rimanere isolata: «L'obiettivo – conclude Lenzoni - è quello di dare un servizio continuativo al cittadino. Per questo abbiamo bisogno di una sede e più medici.

Già qualche medico ha dato la sua disponibilità e speriamo che con questa iniziativa ce ne siano altri. Per quanto riguarda la sede cercheremo di farci dare una delle vecchie sedi di partito abbandonate. E se non ce la danno, magari ce la prendiamo comunque.

Pretendiamo - conclude l’infermiere - quello che ci spetta e prendiamo quello che non ci viene dato. Così ci garantiamo il nostro diritto alla salute».
Melania Carnevali

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