Il Tirreno

A Torino anche il grido di dolore apuano

Delegazione al convegno della piccola industria. Tonini: qui tutte le criticità nazionali più quelle locali

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CARRARA. Al grido di dolore, che si è levato nel Convegno nazionale biennale della piccola industria di Confindustria, svoltosi venerdì e ieri all’Oval Lingotto di Torino, ha partecipato anche la realtà imprenditoriale apuana, con la delegazione composta dal presidente di Assindustria, Giuseppe Baccioli, dal direttore Andrea Balestri, dagli imprenditori Giancarlo Tonini e Laura Natali e da Nicola Giannotti per i giovani imprenditori. L’appello al governo a fare presto a mettere in campo gli strumenti per il rilancio delle imprese, è stato un minuto di silenzio, come una veglia al morente: la piccola impresa che non ce la fa più.

«Si è parlato della grave situazione – ha detto Giancarlo Tonini al termine del convegno – e di cosa fare per le imprese e per l’occupazione. Occorre una diminuzione del costo dell’energia, il dimezzamento degli oneri fiscali, il rilancio del manifatturiero, meno burocrazia, perché quella italiana ci strangola. E’ importante il patto con i sindacati. Attualmente siamo lasciati soli dalla politica a livello nazionale. C’è un’assenza assordante della politica, e ci sono molte incognite sul futuro».

E il territorio apuano come si colloca in questo quadro negativo generale? «Abbiamo tutte le criticità che ci sono a livelo nazionale – dice Tonini – e in più nel nostro territorio l’asse portante dell’economia, il marmo, è alle prese con una concorrenza internazionale spietata da parte dei Paesi che hanno la materia prima. Nel convegno è emerso che rispondono meglio ai mercati le aziende aggregate, da noi il tessuto imprenditoriale è formato per la maggior parte da piccole e medie imprese e ci sono problemi. Siamo già sul burrone. In Italia la disoccupazione giovanile è al 38%. Il settore lapideo sta reggendo ma le difficoltà sono in aumento. E’ stato sottolineato che l’Italia a livello manifatturiero è la seconda in Europa e la quinta nel mondo, e col marmo siamo leader, ma la burocrazia, i costi d’impresa, ci stanno distruggendo. Ecco perché è stato fatto un minuto di silenzio per tutte le imprese che hanno chiuso i battenti».

Tonini sposta il tiro sull’amministrazione locale per quanto riguarda il marmo: «Localmente ci sono due temi cruciali: la revisione della legge regionale e la revisione del regolamento comunale degli agri. Vorremmo discuterne con le amministrazioni locali affinché le due revisioni non blocchino, ma aumentino lo sviluppo. E’ importante arrivare a condividere la durata delle concessioni, per consentire piani che garantiscano lo sviluppo. E’ necessario anche uno snellimento delle pratiche. E in generale c’è proprio bisogno di un patto sociale. Perché oggi, l’imperativo, la priorità è “sopravvivenza”». Balestri dice che questa crisi «è la più brutta dall’unità d’Italia».

Cinzia Carpita

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