Il Tirreno

Liberato il fotoreporter massese trattenuto in Siria

Liberato il fotoreporter massese trattenuto in Siria

L’annuncio del premier e ministro degli Esteri ad interim Mario Monti. Rilasciati anche gli altri giornalisti trattenuti insieme ad Andrea Vignali

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Sono stati liberati i quattro giornalisti italiani trattenuti in Siria: lo annuncia il premier e ministro degli Esteri ad interim Mario Monti. Si tratta dell'inviato Rai Amedeo Ricucci, del fotoreporter Elio Colavolpe, del documentarista massese Andrea Vignali (nella foto) e della giornalista freelance Susan Dabbous, di origini siriane. I quattro giornalisti italiani liberati si trovano ora in Turchia. Lo si apprende da fonti giornalistiche locali.

Il padre Renato ha scelto il suo profilo Facebook per annunciare che «Andrea è libero, ringrazio di cuore quelli che ci sono vicini». Più tardi ha aggiunto che i quattro «sono stati trattati bene, non hanno subito nessuna violenza e stasera saranno di rientro a Roma. Ci abbiamo parlato stamani, non lo sentivamo da due settimane e il nostro unico contatto era la Farnesina che ci ha sempre rincuorato. Non vediamo l'ora di riabbracciarlo». La fidanzata del giornalista aveva scelto Facebook per un messaggio rassicurante: «Ci hanno detto che stanno bene, sono in buone condizioni di salute, non hanno subito alcun tipo di violenza né fisica né psichica». Nei programmi di Andrea Vignali pare che al momento non ci sia quello di tornare nella sua città natale, anche se ha detto ai genitori che vorrà ringraziare personalmente tutti gli amici che in questi giorni gli sono stati vicini. «Avrà molto da fare nei prossimi giorni. Per il momento rimarremo noi a Roma - ha detto il padre - poi spero di farlo tornare un pò a casa».

IL POST SUL PROFILO FACEBOOK DEL PADRE DI ANDREA

VIGNALI

«Desidero ringraziare l'unità di crisi della Farnesina e tutte le strutture dello Stato che con impegno e professionalità hanno reso possibile l'esito positivo di questa vicenda, complicata dalla particolare pericolosità del contesto». L'ha detto Mario Monti, annunciando la liberazione dei quattro giornalisti italiani trattenuti nel nord della Siria dal 4 aprile. Il presidente Monti, che ha seguito il caso sin dall'inizio, ha manifestato anche la sua «gratitudine agli organi di informazione che hanno responsabilmente aderito alla richiesta di attenersi ad una condotta di riserbo, favorendo così la soluzione della vicenda».

«Esprimo profonda soddisfazione per il fatto che i nostri giornalisti sono al sicuro e con la loro testimonianza potranno aiutarci a capire quello che abbiamo troppo spesso dimenticato, cioè che in Siria esiste un abisso umanitario», ha detto il ministro per la Cooperazione Internazionale, Andrea Riccardi, visitando un campo di profughi siriani in territorio libanese a pochi chilometri dal confine. «A questo abisso umanitario - ha insistito Riccardi - non possiamo assistere impotenti anche perchè con il tempo la crisi può travolgere il Libano con l'afflusso dei rifugiati». «Sento una profonda angoscia - ha concluso Riccardi - per la Siria, un Paese ostaggio della violenza e della mancanza di dialogo».

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