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Sel: «Dietro Volpi non c’è l’ombra lunga di Rigoni»

MASSA. «Sono stato il primo a dire che dietro Volpi c’era l’ombra lunga dell’onorevole Andrea Rigoni. Di certo ora non c’è più spazzzata via dall’altissima partecipazione della gente, il segnbo...

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MASSA. «Sono stato il primo a dire che dietro Volpi c’era l’ombra lunga dell’onorevole Andrea Rigoni. Di certo ora non c’è più spazzzata via dall’altissima partecipazione della gente, il segnbo tangibile che sta nascendo un nuovo centrosinistra, chiunque vinca il ballottaggio di domanica tra Volpi e Ceccotti». Parole di Carlo Paolini, segretario di Sel che annuncia che l’assemblea del suo partito ha deciso di lasciare liberi di scelta i suoi elettori. «Al pirmo turno abbiamo sostenuto Larà Venè che ha combattuto una battaglia leale e che ringraziamo. Sia Volpi che Ceccotti possono rappresentare il nuovo centrosinistra a Massa».

Larà Venè intanto è tornata a spiegare il perché del suo appoggio a Volpi. «Ci è stato detto, in merito alle Primarie, che eravamo nell'ambito del centro sinistra ed era irrilevante dare un nome ufficiale, dal momento che qualunque candidato avesse vinto sarebbe stato un candidato della nostra area politica. Pertanto ci siamo ritenuti liberi di scegliere la persona che avesse un programma più affine al nostro e che condividesse i punti che gli abbiamo presentato per il rilancio di Massa». E la sintesi è stata individuata in Alessandro Volpi, una decisione mal digerita da Domenico Ceccotti, a cui la Venè risponde: « Il programma di Lara Venè, condiviso dal candidato Alessandro Volpi, si articola sostanzialmente su tre punti forti: attuare una nuova politica del marmo; lavoro, rilanciare la zona industriale; cambiare le politiche turistiche per rilanciare il comparto».

Lele Bertocchi ribadisce il suo voto per Volpi. «Il progetto primarie non può essere ridotto ad una solidarietà fra appartenenti ad un partito, ma deve portare all'individuazione di una figura che sappia guidare la città nei prossimi 5 anni. Credo nei partiti come strumenti costituzionali di libertà; non credo che si debba rimanere prigionieri di tali strumenti. Credo che il PD non debba appartenere ad una maggioranza, ma debba aprirsi ai cittadini che in esso si riconoscono. Il solo fatto di mettere in discussione certi equilibri fa perdere il controllo a chi ritenevo comunque una saggia persona - dice Bertocchi - Sono stato l'unico dei cinque candidati che durante la campagna elettorale delle primarie ha espressamente dichiarato, anche agli organi di informazione, che nel caso in cui non fossi andato al ballottaggio avrei votato per Volpi, perché costituisce fra i candidati quello meno compromesso con la gestione politica del passato. Se avessi vinto non avrei rinunciato alla sua professionalità nominandolo city manager».

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