Proteste
Duemila soldatini di piombo
Eccezionale mostra a Pontremoli, sono stati realizzati dal pasticcere Fugacci
PONTREMOLI. Duemila soldatini in mostra a Pontremoli: è l’iniziativa promossa e realizzata dall'Associazione Culturale Pontremolese e dall'Istituto Storico della Resistenza Apuana. I duemila soldatini sono una piccola parte della produzione del pontremolese Mauro Fugacci, noto ai più quale apprezzato pasticcere e pilastro della Musica Cittadina, ma che per decenni ha coltivato quasi in segreto la passione per le divise militari e i soldatini di ogni epoca e nazione.
La mostra, oltre al patrocinio del Comune di Pontremoli, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento da parte della Fondazione Spadolini di Firenze e del Coordinamento Toscano dei Comitati per la Promozione dei Valori del Risorgimento ed è curata da uno dei massimi esperti del settore, il prof. fiorentino Ugo Barlozzetti.
La mostra, in corso di allestimento nelle Stanze del Teatro della Rosa, sarà inaugurata sabato 20 aprile alle ore 16 e resterà aperta al pubblico e alle scolaresche fino all'8 maggio.
“L’Italia chiamò” è il titolo della mostra promossa e organizzata dall’Associazione Culturale Pontremolese “Vasco Bianchi” e dall’Istituto Storico della Resistenza Apuana con il patrocinio del Comune di Pontremoli, della Fondazione Spadolini e del Coordinamento Toscano dei Comitati per la promozione dei Valori del Risorgimento. I protagonisti della mostra sono tanti: quasi duemila soldatini che raffigurano l’evoluzione degli eserciti operanti in Italia dall’epoca napoleonica nei primi anni del XIX secolo fino agli anni della Seconda Guerra Mondiale e della Liberazione. Protagonisti muti, di una vita di passione: quella di Mauro Fugacci, apprezzato artigiano pontremolese, per anni al lavoro nelle pasticcerie locali e titolare di quella in piazza del Duomo, a lungo presidente e ancora irrinunciabile dirigente della Musica Cittadina Pontremoli.
Queste le sue vesti note; ma ce n’è una sconosciuta ai più, che Mauro ha gelosamente tenuto nascosta pur avendola coltivata fin da quando era poco più che bambino. Quella della realizzazione dei soldatini: in più di mezzo secolo ne ha modellato migliaia ed oggi entrare nella sua casa è come attraversare secoli di storia guardando l’evoluzione delle divise, degli armamenti, degli atteggiamenti.
La mostra è eccezionale anche per questo: rendere visibile al pubblico, almeno in parte, un patrimonio inedito, di fronte al quale si stenta a credere sia frutto del lavoro di un solo uomo, che ben poco ha a che vedere con il gioco e che si rivolge più al soddisfacimento del desiderio di conoscere la storia dell’Italia e dell’Europa, leggerla anche attraverso i volti di protagonisti anonimi come i soldati inquadrati nel reparto o lanciati in tragici assalti.
Un ingegno non comune quello di Mauro che in questa passione ha riversato capacità ed esperienza, escogitando ogni volta nuove soluzioni per risolvere i tanti problemi pratici che il lavoro gli poneva di fronte periodicamente. Un esempio? La testa dei suoi soldatini; ricavata, nelle sue linee essenziali, da quell’unico modellino di sposo che abbracciato alla sua sposa ha collocato centinaia di volte alla sommità della torta da matrimonio nel laboratorio della pasticceria. Un’idea geniale, una "decapitazione" necessaria per realizzare lo stampo di quel profilo che oggi si trova replicato, con o senza baffi, con o senza cappello, berretto, elmetto migliaia di volte. Ogni soldatino è un pezzo unico perché i tanti elementi modellati negli stampi di gesso che Mauro realizza personalmente vengono poi assemblati in modo diverso: basta guardare la marcia dei reparti, filologicamente rigorosa riproposizione della realtà del passato. E poi colorati a mano, uno per uno, con maniacale attenzione per i particolari ricavati dalle migliori pubblicazioni del settore. La mostra, allestita nelle Stanze del Teatro della Rosa a Pontremoli, sarà inaugurata sabato 20 aprile alle ore 16 e rimarrà aperta fino all' 8 maggio a disposizione anche delle classi delle scuole di Pontremoli e della Lunigiana. All’inaugurazione ha garantito la propria partecipazione la Musica Cittadina che eseguirà anche marce e brani di stampo risorgimentale. Sarà presente e introdurrà la mostra il prof. Ugo Barlozzetti, fiorentino, uno dei massimi esperti del settore.
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