Il Tirreno

Primarie al veleno Ceccotti: ecco chi fa accordi sottobanco

«Buffoni manovratore di Bertocchi, lui e la Venè scorretti Mi hanno detto: se ti ritiri, farai il presidente del consiglio»

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MASSA. Si scalda, e si incupisce, il clima politico in vista del ballottaggio di domenica. Domenico Ceccotti, che con Alessandro Volpi si giocherà la candidatura al secondo turno, attacca ad alzo zero i suoi compagni di partito Lara Venè ed Emanuele Bertocchi parlando di tradimenti, accordi sottobanco, scorrettezze. In rete, in piazza, nei bar (in quelli in cui si parla di politica) si discute di intrallazzi, di come burattini e burattinai gestirebbero e dirotterebbero voti in un senso o nell’altro, di manovre “occulte” tese a fare vincere uno dei candidati. La più insistente tra queste voci è quella che parla di un accordo, ovviamente sottobanco, tra Volpi e Andrea Rigoni (il deputato Pd considerato il dominus più o meno assoluto del Pd locale). Voci riprese dal centrodestra che con la lista Massa allo Specchio, lista che sostiene il candidato Dario Dalle Luche, chiede conto di questi presunti inciuci. Ma anche dalla sinistra: è un preoccupato Marco Rovelli (vedi articolo a fianco) a chiedere a Volpi, per il quale dichiara di avere votato, di ribadire apertamente la sua discontinuità con la vecchia politica e con i vecchi personaggi che finora l’hanno governata.

Ma torniamo a Ceccotti. a un Ceccotti furioso, che stronca qualsiasi ipotesi di suo ritiro e si scatena: «Dicono che qualcuno mi avrebbe suggerito di fare un passo indietro, che sia arrivato un ordine dall’alto per rinunciare al ballottaggio. Forse non mi conoscono. A me ordini non ne dà nessuno, qualcun altro in questa partita è teleguidato, non io. Ho sempre rifiutato accordi e intrallazzi sottobanco, la mia attività è tutta svolta alla luce del sole, con serietà e nella massima trasparenza e corretteza. Serietà e correttezza che Venè e Bertocchi non hanno mostrato. Non quando hanno infranto il codice etico sulla pubblicità elettorale; non, soprattutto, nei miei confronti. Domenica scorsa, era già passata la mezzanotte, Emanuele Bertocchi, ormai consapevole della sua sconfitta, mi ha telefonato: “Domenico, ora saremo tutti con te”. Non l’ho più sentito. Per giorni mi ha evitato, finchè leggo sul giornale che appoggerà Volpi. Cosa è successo in questi giorni? Cosa gli ha fatto cambiare idea? Probabilmente si è accorto che io di accordi sottobanco non ne faccio. Qualcuno, gli ha indicato la linea: appoggiare Volpi». I giornalisti chiedono il nome di chi è a dettare la linea; lui esclude Rigoni e fa capire che si tratta del sindaco Narciso Buffoni, il sindaco di Montignoso (che ha appoggiato Bertocchi): «L’avete detto voi».

Ceccotti non risparmia neanche Lara Venè: «Ha dichiarato pubblicamente che mi avrebeb sostenuto al ballottaggio poi ha cambiato idea: “Sai, io resto nel partito, seguo le sue indicazioni, è il comitato che ha scelto”, mi ha detto. E poi sarei io il vecchio della politica. Io che non sto a nessun giochetto, vengo indicato come il candidato dell’apparato. Una vergogna».

C’è rabbia trattenuta nelle parole di Ceccotti: «Mi hanno ferito personalmente questi atteggiamenti», dice. Ma le sue dichiarazioni sono destinate ad aprire nuove ferite anche politiche, in un partito democratico apuano che, dopo cinque anni di opposizione, cerca – con qualche difficoltà, ci pare – di trovare la strategia giusta per tornare a guidare la città. Non sarà che in questo modo il centrosinistra rischia di perdere, gli viene chiesto: «Credo che chi vincerà le primarie avrà il 90% delle possibilità di diventare sindaco della città», replica lui. E Ceccotti si dice anche convinto che l’appoggio dei suoi ex concorrenti al suo rivale Volpi non sposterà più di qualche centinaio di voti. Ma il loro “tradimento”, così come lo chiama, è sufficiente a scatenare la pesante controffensiva: «Qualcuno dell’entourage degli avversari mi ha sussurrato: tranquillo, se ti ritiri farai il presidente del consiglio. Pensano che io sia disponibile a barattare la mia dignità per una poltrona. Altri, mi pare, lo stiano facendo». Si riferisce ai candidati sconfitti? «Non ho elementi per affermarlo, ma a volte, come diceva Andreotti, a pensar male...». E di sicuro, conclude, «al ballottaggio ci sarò: no mi ritiro, si comincia da zero e ci conteremo».

Intanto, come detto, Massa allo Specchio, che sostiene il notaio Dalle Luche, infierisce: «Si vocifera che Rigoni appoggerà Volpi per presunti accordi di sottobanco. Volpi non si dissocia e Rigoni non smentisce. Ed è semplicemente ridicolo che gli esponenti del Pd sconfitti alle primarie indirizzo i loro elettori verso un candidato che non è espressione dle loro partito e che, anzi, è stato in maggioranza e assessore nella giunta Pucci fino a ieri. Lo fanno per simpatia o per futuri vantaggi?»

Claudio Figaia

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