Il Tirreno

port authority, aveva chiesto gli arretrati al tar

L’ex presidente Andrei non avrà 335mila euro

CARRARA. Niente da fare per Franco Andrei, l’ex presidente dell’Autorità portuale di Marina di Carrara. Chiedeva oltre 335mila euro di arretrati, ma il Tar ha risposto picche. In dettaglio, l’ex...

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CARRARA. Niente da fare per Franco Andrei, l’ex presidente dell’Autorità portuale di Marina di Carrara. Chiedeva oltre 335mila euro di arretrati, ma il Tar ha risposto picche. In dettaglio, l’ex presidente Andrei, rappresentato e difeso dall'avvocato Angelo Ricci, aveva presentato ricorso contro l’Autorità Portuale di Marina di Carrara, rappresentata e difesa dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, perché la stessa Port Authority fosse condannata a pagare 335.668 euro a titolo di retribuzione per le funzioni di presidente svolte, o alla diversa somma risultante all’esito del processo, oltre interessi e rivalutazione monetaria. Nella sentenza, i giudici ricostruiscono che Franco Andrei ha svolto le funzioni di Presidente dell’Autorità Portuale di Marina di Carrara dal 21 agosto 1995 al 3 ottobre 2003, percependo compensi determinati in via provvisoria e con riserva di conguaglio in virtù di vari decreti del Ministro dei Trasporti e della Navigazione, successivamente Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, in attesa dell’emanazione di una normativa definitiva in materia. Questa é infine stata emanata con il decreto ministeriale 31 marzo 2003. Il Comitato Portuale dell’Autorità, con delibera 26 settembre 2003, n. 50, ha riconosciuto al ricorrente il trattamento determinato secondo tale decreto a decorrere dal 1º aprile 2003 e questi, con nota 28 settembre 2004, ha chiesto che i criteri di computo della propria indennità determinati da detto decreto fossero applicati all’intero periodo di svolgimento delle sue funzioni presidenziali, con conseguente corresponsione delle differenze retributive. La richiesta è stata rigettata con provvedimento dell’Autorità 22 novembre 2004, poiché il decreto non stabiliva l’applicazione retroattiva dei suddetti criteri.

Inizialmente, Andrei si era rivolto al Tribunale del lavoro di Massa, che nel 2007 aveva accolto il ricorso; l’Autorità portuale si era appellata, e la corte d’Appello aveva dichiarato, nel 2009, il difetto di giurisdizione con sentenza 11 febbraio 2009, e così si è arrivati al Tar.

E il Tar ha, come detto, respinto il ricorso: non vi è retroattività, l’Autorità portuale aveva la discrezione se riconoscere o meno gli arretrati. Duro il giudizio del Tar: «Il ricorrente formula una domanda dichiarativa del proprio diritto ad ottenere la condanna dell’Autorità al pagamento del differenziale retributivo che non poggia su alcuna base, in quanto non vengono contestate le ragioni per cui l’Autorità stessa ha rigettato la sua richiesta». Insomma, Franco Andrei non solo non riceverà 225mila euro, ma dovrà pagare 3mila euro di spese all’Autorità portuale.

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