Sicurezza
I sindaci “alluvionati” alla carica del governo
Buffoni cerca alleanze con i Comuni vicini per ottenere interventi E la Regione Toscana invita i parlamentari a fare pressione sullo Stato
MONTIGNOSO. La Regione Toscana, con i suoi tecnici, torna a Corsanico, la zona interessata, dal mese di marzo, da una grande frana che sta facendo impazzire Comune e Provincia, per la complessità dell'intervento e il costo dell'opera di messa in sicurezza, che aumenta di giorno in giorno.
Questa mattina l'ennesimo sopralluogo dei dirigenti regionali che non si sono recati soltanto a Montignoso, ma in tutto il territorio provinciale, per fare un punto sui fronti di frana ancora aperti. Ma al sindaco Narciso Buffoni il semplice interessamento delle istituzioni regionali non basta più ed è per questo che, dopo l'incontro avuto a Firenze con l'assessore Bramerini, in cui gli è stato confermato che al momento non ci sono soldi, ha deciso di riunire tutti i sindaci "alluvionati" a lui confinanti, per una azione congiunta che li porti, almeno, al riconoscimento della calamità nazionale. La prima riunione, indetta proprio da Buffoni, si terrà questo pomeriggio alle 15 a Pietrasanta: parteciperanno i sindaci di Massa, Carrara, Stazzema, Pietrasanta e Seravezza, che intanto si costituiranno in una sorta coordinamento che avrà il compito di relazionarsi con il Governo.
Ognuno proporrà poi la sua strategia per farsi sentire, visto che è raro che sindaci di piccoli comuni come i loro, abbiano peso politico per intervenire a Roma. «Qualche idea io ce l'ho- ma Buffoni non svela quale- ; se sarà necessario farò delle azioni eclatanti per permettere ai miei cittadini di tornare alla normalità, di vivere come in un qualsiasi paese civile. La formula del coordinamento tra sindaci è per dare più forza alla nostra azione». L'iniziativa dei sindaci sembra anche seguire una linea regionale di cui si è parlato qualche giorno fa, quando il presidente Enrico Rossi, parlando degli interventi di ricostruzione in Lunigiana, aveva passato la patata bollente allo Stato. Nello specifico Rossi aveva così dichiarato: «Spero che i parlamentari toscani si coinvolgano e insieme al capo della Protezione civile Franco Gabrielli smuovano il governo a finanziare opere di difesa del suolo. Poi sarà la Regione a distribuire le risorse ottenute in base a priorità da stabilire insieme agli enti locali in un piano ragionato che spalmi i finanziamenti commisurandoli alla gravità dei danni subiti». La lettera ai parlamentari toscani con la richiesta di impegno per l'ottenimento dei finanziamenti dell'emergenza, andrebbe sottoscritta, secondo Rossi, oltre che dalla Regione, anche da tutti i 149 comuni toscani che hanno subito danni a causa del maltempo, tra cui, dunque, anche Montignoso. «Dobbiamo convincere i parlamentari eletti in Toscana a darsi da fare per il nostro territorio- ha detto Rossi- La Regione non ce la fa a far fronte all'emergenza. La sua capacità di spesa si è notevolmente contratta, mentre è giusto invece che faccia la sua parte con investimenti che innalzano il livello di sicurezza del territorio».
Manuela D’Angelo
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