Il Tirreno

Conguaglio Tares e Imu: bufera sulle tredicesime

Conguaglio Tares e Imu: bufera sulle tredicesime

Ingorgo fiscale a fine anno, stangata sui rifiuti, protesta Federconsumatori E intanto il Comune prova ad anticipare a novembre l’ultima rata

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MASSA. La perturbazione già si sta muovendo sul capo dei cittadini-contribuenti, ma la bufera delle tasse si scatenerà solo a dicembre e, si prevede, devasterà buona parte delle tredicesime dei massesi. Sarà a fine anno, infatti, che arriveranno i pagamenti più pesanti: il saldo dell’Imu, il conguaglio dell’Irpef e il pagamento della ultima rata della tassa sui rifiuti che da Tarsu si sta trasformando in Tares, metamorfosi che porta con sè aumenti tra il 25 e il 35% (secondo stime della Federconsumatori Toscana) per i privati e anche del 60% per gli studi professionali le attività produttive.

Il governo Monti ha deciso di mantenere il meccanismo della Tarsu per le prime due rate, che si pagano a maggio e settembre: le prossime bollette sui rifiuti dunque non dovrebbero contenere sorprese. Sull’ultima rata, quella di fine anno, però, ci sarà il conguaglio. I Comuni, cioè, dovranno fissare le aliquote della Tares e applicarle sull’ultima rata. Con inevitabili aumenti. La nuova tassa dovrà coprire il 100% del costo del servizio di spazzatura e smaltimento dei rifiuti (oggi la Tarsu a Massa copre i costi per il 94%) e che con la nuova tariffa si dovranno pagare anche i costi dell’illuminazione pubblica e dei lavori di manutenzione di strade e marciapiedi comporterà un esborso maggiore per i contribuenti. Fissato dal consiglio dei ministri a 0,30 euro per metro quadrato.

C’è però una novità: gli uffici del Comune stanno predisponendo tutti gli atti per questa rivoluzione delle tasse e sfruttando quanto prevede il decreto in materia, si stanno attrezzando perché la rata possa essere anticipata a novembre. «In questo modo – spiega la dottoressa Maria Stella Fialdini, dirigente del settore Entrate – si cercherà di evitare l’ingorgo fiscale di dicembre, diluendo le scadenze per quanto possibile». Non sarà molto, ma è quanto allo stato attuale le amministrazioni possono fare. Per quanto riguarda poi la fissazione delle aliquote, dice ancora la dirigente, «dovrà essere la nuova amministrazione a stabilire se inasprire o meno la pressione della tassa sui rifiuti»

Non ci saranno, invece, slittamenti per l’Imu, ma anche qui sarà il nuovo “governo” cittadino che uscirà dalle elezioni di fine maggio a decidere su eventuali aumenti.

Intanto, dalle associazioni dei consumatori si fa più pressante l’attacco alla Tares.

«Il rinvio a dicembre – accusa Federconsumatori Toscana, è una beffa. Noi chiediamo di cancellare questa legge sbagliata e iniqua. Il governo carica sulla Tares i costi derivanti dai così detti servizi indivisibili (l'illuminazione, la manutenzione delle strade etc.) dimenticando che questi servizi i cittadini già l'hanno pagati con la fiscalità generale e, adesso, dovrebbero ripagarle con una modalità che viola anche i principi costituzionali». Per Federconsumatori, inoltre, è “incostituzionale” anche la tariffa stessa «che si basa sulla dimensione dell'immobile, ma non tiene conto del reddito e quindi non si rispetta il principio della proporzionalità delle tasse».I consumatori, infine, contestano anche la modalità di pagamento che «è accentrata sullo Stato e solo successivamente torna nelle disponibilità dei Comuni rischiando in questo modo di produrre ritardi e mancanza di liquidità per le aziende che gestiscono il ciclo dei rifiuti. Asmiu e Cermec dovranno rivolgersi al sistema creditizio e chi pagherà quei costi finanziari? I cittadini».

Claudio Figaia

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