La manifestazione
Aggressione nella zona della movida, subito scarcerato
CARRARA. E' stato scarcerato il giovane marocchino di 26 anni che era stato accusato di avere colpito con una coltellata un connazionale 30enne nella zona della movida a Marina. L'avvocato difensore...
CARRARA. E' stato scarcerato il giovane marocchino di 26 anni che era stato accusato di avere colpito con una coltellata un connazionale 30enne nella zona della movida a Marina. L'avvocato difensore Antonio Figaia, in sede di udienza di convalida dell'arresto (l’arresto è stato convalidato), davanti al gip Ermanno De Mattia, ha infatti eccepito che, sulla base dell’articolo 273 del codice di procedura penale, essendoci gli estremi della legittima difesa, non poteva essere trattenuto in carcere. Il gip ha quindi accolto le richieste del difensore e disatteso le istanze di custodia cautelare in carcere, formulate dal pm Alessandra Conforti, che chiedeva di trattenere in carcere l'indagato accusato di lesioni aggravate. A fare centro, il fatto che l'avvocato abbia fatto rendere delle dichiarazioni al proprio assistito; attraverso altri riscontri, è emerso che il fatto era da collocarsi nel contesto di una legittima difesa e che come tale non potevano persistere le richieste cautelari della procura; da qui, l'immediata scarcerazione.
In carcere, arrestato dai carabinieri ma nell’ambito di un’operazione condotta insieme alla polizia, era finito il marocchino 26enne, rintracciato il giorno successivo ad Avenza. L’extracomunitario è privo di documenti e senza fissa dimora, irregolare. In sostanza sarebbe scoppiato un diverbio con altri due connazionali, che avrebbero aggredito il giovane poi arrestato, a sua volta ferito e contuso alla testa. Vistosi in inferiorità, avrebbe afferrato una bottiglia rotta utilizzata dagli aggressori (e non un coltello), e nella colluttazione avrebbe colpito il connazionale. Nella confusione, si era poi dileguato. Pur nella gravità della ferita subìta dal rivale, di fronte a un’ipotesi di legittima difesa, il codice non prevede che si possa tenere l’indagato per lesioni in carcere.
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