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Frana di Lavacchio, ricostruita la tragedia
Il figlio morì abbracciato alla mamma, il drammatico racconto in tribunale dei medici che hanno eseguito le autopsie
Non aveva neanche un graffio sul suo corpicino il piccolo Mattia. La mamma lo ha stretto forte e lo ha protetto, ha tentato in ogni modo di salvarlo dalle frana che la notte del 31 ottobre 2010 ha travolto e distrutto casa loro. Ma il fango era troppo pesante per il torace di un bimbo di soli due anni: non ce l'ha fatta a respirare. Nonostante gli sforzi di Nara. Lei sì che le macerie le ha rette con forza e ne portava i segni sul corpo. Una ricostruzione dolorosa quella dei medici legali Maurizio Ratti ed Elisa Menconi. Sono stati loro ad eseguire le autopsie e a descriverne gli esiti stamani (giovedi) in udienza.
A processo, con l'accusa di omicidio colposo plurimo e disastro colposo sei persone: Giuliano Arrighi, capo settore dei lavori pubblici in Provincia, Mauro Alberti, responsabile servizio strade, Nicola Rossetti, responsabile servizio di costa, Libero Ballerini capo cantoniere, Antonio Cirillo, libero professionista e Paolo Busticchi, imprenditore.
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