Il Tirreno

Sì alle case nel Frigido Stop al comparto Stazione

di Claudio Figaia
Sì alle case nel Frigido Stop al comparto Stazione

300 nuovi alloggi, parco fluviale, piste ciclabili alla Gioconda: approvato il piano Ma poi manca il numero legale e salta il piano in zona Fs con 400 posti auto

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MASSA. Sì al comparto del Frigido, no alla trasformazione dell’area Stazione. In un consiglio comunale teso e da “resa dei conti”, va in scena l’urbanistica all’ultimo tuffo, con una doppia votazione difficilmente comprensibile per chi vede da fuori ma chiarissima da un punto di vista politico.

In sostanza: la maggioranza Pucci trova i voti per approvare in via definitiva lo strumento urbanistico attuativo del programma integrato di intervento lungo il fiume, nella zona della Gioconda. Dove nasceranno 300 nuovi alloggi – in parte di edilizia residenziale in parte popolare: negozi, uffici, un parco fluviale, nuove piste ciclabili. Un intervento pesante – tra l’altro si dovranno demolire le vecchie segherie esistenti – dal punto di vista urbanistico ed edilizio, che costerà all’amministrazione all’incirca 5 milioni di euro.

Non trova, invece, il via libera per l’approvazione del comparto Stazione. Un piano, questo, a “costo zero” per le casse comunali, di minor impatto cementificatorio (una palazzina da 36 alloggi, più due costruzioni, una privata una per negozi e uffici) ma probabilmente “più urgente” per i bisogni della città, dal momento che lì in quella zona c’è un grande bisogno di parcheggi (e il piano ne prevede 400) di riqualificazione e di riassetto anche in vista della futuribile nascita del nuovo distretto sanitario.

Perchè, una diversa sorte per i due progetti che a lungo hanno marciato insieme nella procedura di approvazione? Perchè il primo aveva già avuto un passaggio formale nella commissione consigliare all’Edilizia (passaggio indispensabile prima dell’approvazione) e perchè su di esso i consiglieri eletti con Pucci nel 2008 ma poi passati con Volpi in questa ultima fase politica, si sono astenuti, consentendo l’approvazione del provvedimento. Per il comparto Stazione, invece, il famoso passaggio in commissione consigliare non c’era stato: più volte da venerdì scorso, tale commissione era stata convocare ma era poi saltata per mancanza del numero legale. È allora lo stesso sindaco Roberto Pucci a giocare l’ultima carta: chiede una sospensione del consiglio comunale per consentire la riunione della commissione, senza il cui parere (negativo o positivo, non importa) il provvedimento non può essere approvato dall’aula. Ma su questa proposta la maggioranza non c’è. Escono dall’aula i “volpiani”, manca il numero legale, la seduta è sciolta. Della riqualificazione della zona stazione se ne riparlerà con la nuova amministrazione. Forse.

Sullo sfondo (ma si dovrebbe dire in primo piano): una questione tutta politico-elettorale. Con le minoranze che contestano il metodo dell’amministrazione di “portare all’attenzione dei consiglieri solo agli ultimi momenti le pratiche dell’urbanistica”, da cui discende la giustificazione della loro posizione: “non votiamo provvedimenti di cui non ci hanno fatto conoscere il contenuto”. E con la maggioranza che ribatte: “Per interessi particolari si boccia un intervento importante per la città”.

Il sindaco annuncia che nella tornata di oggi in consiglio ripeterà la sua richiesta di riunione della commissione consigliare. Una mossa disperata? Non tanto: il numero legale, ieri è stato mancato solo per un voto (grazie anche al fatto che Amorese del Pdl e Tonarelli dei Socialisti sono rimasti in aula) e un voto si può sempre recuperare. Ad assemblea sciolta, i costruttori delle coop che da 13 anni attendono di poter costruire in zona Stazione (e che hanno seguito con attenzione tutti i lavori del consiglio)schiumano rabbia e delusione. Sprizza soddisfazione, invece Fabrizio Panesi: «Sentite questo silenzio... è la fine (intesa come fine dell’amministrazione Pucci ndr.)», dice raggiante ai giornalisti appena il presidente Marco Andreani dichiara chiusa la seduta.

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