Il Tirreno

Maxievasione, denunciato imprenditore cinese

Maxievasione, denunciato imprenditore cinese

Operazione della finanza dopo due anni di indagini

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LA SPEZIA. Dopo due anni di indagini condotte dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Sarzana, è giunta al termine una complessa attività investigativa che ha visto il coinvolgimento di un noto imprenditore cinese, di 46 anni, da anni stabilmente residente in Italia, denunciato alla magistratura spezzina insieme ad altre sei persone, accusato di aver intessuto un articolato sistema di frode ai danni dell’Erario che gli ha consentito di sottrarsi al pagamento di imposte indicate in dichiarazione fra il 2006 ed il 2011, ma mai versate per oltre sei milioni di euro. Nello stesso periodo ha ulteriormente evaso, tra ricavi non dichiarati e costi indeducibili,quasi 8 milioni di euro con conseguente evasione all’Iva per altri 2 milioni di euro. Per non pagare le imposte dovute, l’imprenditore, con l’ausilio dei propri familiari, simulava, di volta in volta, la vendita dei beni da una società di capitali ad un’altra, spogliando così la prima, fortemente indebitata col fisco, in favore di una seconda, e così via. Ad ogni passaggio corrispondeva altresì la trasformazione della prima società da S.r.l. in società di persone (S.n.c., S.a.s.) e, in seconda battuta, come ultimo atto, la cancellazione dal registro delle imprese di quest’ultima per consentire, in tal modo, non solo di “sparire”, ma di farlo senza dover sottostare agli adempimenti previsti solo per le società di capitali. I militari della Tenenza di Sarzana hanno scoperto ricavi non dichiarati e l’indebita deduzione di costi per quasi 8 milioni di euro ed un’Iva evasa per poco più di 2,5 milioni di euro. A questi si aggiungono 1,5 milioni circa di fatture false. Sottoposto a sequestro il patrimonio immobiliare e mobiliare dell’imprenditore valutato nell’ordine di 2 milioni di euro. Vale la pena segnalare che, nel 2009, la moglie dell’imprenditore cinese ha presentato un’istanza presso un centro di assistenza fiscale della provincia per ottenere la rateizzazione del pagamento di cartelle esattoriali emesse a suo carico, attestando falsamente l’inesistenza del patrimonio immobiliare riconducibile al marito.

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