Sicurezza
La Finanza entra a palazzo Ducale
Panico tra i consiglieri: «Controllano i nostri rimborsi». Ma il comando smentisce
MASSA. Da altre parti c’è chi si è fatto rimborsare i gratta e vinci (Calabria) oppure i profumi (Lombardia), altri ancora un servizio di piatti in porcellana pregiata (Liguria). Inevitabile che anche dalle nostre parti scattasse la psicosi di un accertamento. Che si è materializzato quando la guardia di finanza ieri mattina si è presentata in Provincia chiedendo dei documeni che poi si è scoperto essere stati richiesti dalla corte dei conti. Più una verifica tecnica che altro, insomma. Ma è bastata la presenza delle fiamme gialle a palazzo per far scatenare una ridda di voci. La più insistente ha tirato in ballo proprio un’indagine sui rimborsi chiesti negli ultimi cinque anni dai consiglieri. Invece si tratta di un semplice accertamento, che non dovrebbe avere risvolti penali. Un atto che non nasconde indagati né ipoesi di reato.
Ma la precisazione del comando della guardia di finanza non ha fatto cessare i sospetti sulla bontà dei rimborsi ottenuti dal 2008 a oggi. Sono stati proprio alcuni consiglieri a rivolgersi ai giornali chiedendo lumi sull’indagine: «Ma è vero che verranno passati ai raggi x tutti i rimborsi per capire se qualcuno ne ha approfittato per pagare delle cose acquistate per uso personale con soldi pubblici? - ha domandato un esponente della maggioranza -. Io comunque non ho nulla da nascondere, fanno bene a controllare».
Sono solo voci, giusto ribadirlo. I finanzieri che si sono presentati a palazzo Ducale chiedendo i documenti si sono sentiti rispondere dai responsabili degli uffici amministrativi che per raccogliere tutto il materiale bisogna attendere qualche giorno. E hanno preso accordi per la consegna di quanto richiesto dal comando provinciale delle fiamme gialle guidato dal colonnello Giuseppe Autuori.
Come detto in questo caso non ci sono segnalazioni di abusi (come invece successo per l’accusa di assenteismo), ma è un’iniziativa della corte dei conti. In Provincia ufficialmente le bocche sono cucite, ma per ora regna l’ottimismo anche per quanto riguarda l’eventuale scandalo rimborsi: «Siamo tranquilli, perché abbiamo fatto delle verifiche interne dopo che in altre regioni sono scoppiati scandali di questo tipo e abbiamo visto che tutto è in regola».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
