Guerriglia al bar sul ponte ad Avenza: in otto a processo
Una lite fra rom e avventori del “Ceina” finì nel sangue Un bilancio pesantissimo: quattro feriti, di cui due gravi
CARRARA. Una vera e propria guerriglia urbana che, nel dicembre di quattro anni da aveva sconvolto il cuore di Avenza, sul ponte di via Gino Menconi, davanti al bar «Il Ceina».
Qui, la sera del 10 dicembre del 2009, si era consumata quella che venne definita la «guerra» fra i rom e gli avenzini.
Con un bilancio pesantissimo: quattro feriti, due gravi, il rom Rambo Halilovich ferito alla schiena e l’avenzino Nicola Pucci, invalido, colpito alla testa con una badilata. Ci furono anche altri due feriti, una donna e un uomo di mezza età, con graffi e sangue sul volto.
Adesso, a distanza di quattro anni, arriva l’epilogo in tribunale: un processo con sette imputati, fra rom e avenzini. L’accusa è di rissa e per alcuni di utilizzo improprio di badili e bastoni e di lesioni. Sul banco degli imputati alcuni rappresentanti della famiglia rom Halilovich: Valentino, Walter, Sabato. Gango e Rambo. E tre avenzini: Antonio Bottici, Fabio Borghetti e Gabriele Mazzoni.
La vicenda. Per quasi un’ora via Gino Menconi, la strada che parte alla parte vecchia del paese e chi costeggia la Torre di Castruccio, venne bloccata al traffico. E, a lungo, è continuata la battaglia fra gli avenzini e i rom.
Non si sa che cosa abbia fatto scattare la scintilla: fatto sta che, dopo un’accesa discussione, un rom, Rambo Halilovich venne ferito all’altezza della scapola (anche se gli avventori del bar Il Ceina negarono di aver utilizzato coltelli).
Poi, dopo poco sul posto vennero, a bordo di un furgone, altri rom, con bastoni e badili: e venne colpito, alla testa, proprio con un badile, uno dei clienti del bar Ceina, Nicola Pucci: finì in ospedale con un grave trauma cranico. La vicenda adesso arriva in tribunale in quello che si annuncia un processo complesso, in cui sfileranno sia gli imputati che i testimoni, ossia tutte quelle persone che erano al bar, o in giro per Avenza quando si scatenò la maxi rissa sul ponte di via Gino Menconi.
Spunta un video inedito. Spunta anche un filmato che sarà messo agli atti da uno degli avvocati della difesa, Giuseppe Ricciotti che insieme al collega Alessio Menconi difende gli avenzini (gli Halilovich, invece, sono assistiti dall’avvocato Guido Bernieri) depositerà agli atti.
Si tratta di un video girato, la sera della guerriglia, dalla finestra di uno dei palazzi davanti al bar Il Ceina, con un telefonino cellulare.
Un filmato mai visto prima, in cui sarebbero state riprese tutte le scene della rissa, anche le fasi più concitate, che la difesa chiederà di produrre e che potrebbe essere proiettato proprio nell’aula del tribunale.
(a.viv.)
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