Il Tirreno

Cassa, utile su del 58% a 7,2 milioni

Cassa, utile su del 58% a 7,2 milioni

E intanto impazza il toto-nomine per la guida dell’istituto bancario cittadino: oltre a Cirillo Orlandi spunta Giorgio Bianchini

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CARRARA. Forte aumento per l’utile netto della Cassa di Risparmio di Carrara nel 2012 rispetto al 2011: circa 7 milioni e 200mila euro, più 58 per cento rispetto ai 4,5 milioni del 2011. I dati di bilancio sono stati illustrati di recente nella sede della capogruppo Banca Carige (che ha il 90 per cento dell’istituto di credito cittadino, il restante 10 per cento è della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara).

Una buona notizia anche per la Fondazione, che potrà contare su un dividendo maggiore rispetto all’anno scorso per le sue erogazioni.

Utile in ripresa, ma permangono ancora segnali che la crisi in provincia - stando almeno all’osservatorio specifico della banca - non è ancora finita, come sappiamo bene. A parte il settore del lapideo (e per alcune realtà in particolare votate all’export), non sono molte le voci positive, e la circostanza in qualche modo si riscontra anche nelle varie voci del consuntivo bancario.

Così, le Attività Finanziarie Intermediate per conto della clientela della Cassa di Risparmio di Carrara sono state pari a 2.078,5 milioni, e diminuiscono dello 0,2% nei dodici mesi. La raccolta diretta è a quota 1.053,3 milioni, in crescita del 3%; la raccolta indiretta è pari a 1.025,3 milioni, in diminuzione nell’anno (-3,2%): a pesare è soprattutto il calo del risparmio amministrato (700,4 milioni), -5,4% rispetto al 2011. Capitolo crediti: quelli verso la clientela, pari a 1.055,8 milioni, risultano in diminuzione del 3,3% nell’anno. Le sofferenze, uno degli indici della difficoltà del momento, sono ancora al 6,5%.

La clientela si tiene alla larga dai titoli: il portafoglio titoli ammonta a 112,2 milioni ed è in netta diminuzione su dicembre 2011 (-53,5%).

La banca è però ben gestita e così il conto economico evidenzia un utile netto pari a 7,2 milioni, in aumento del 58,6% rispetto al 2011. Le commissioni nette ammontano a 18,3 milioni in aumento dell’11,8%. La banca inoltre ha messo in atto delle rettifiche per deterioramento di crediti e altre operazioni finanziarie, una voce che cresce da 6,1 a 7,9 milioni, quasi totalmente su crediti. Diminuiscono i costi operativi: nel 2012 sono stati 31 milioni, in diminuzione del 3,3% rispetto al 2011. Gli sportelli sono 37, 2 in più del dicembre 2010; ma a dicembre 2010 i dipendenti erano 325, ora sono 309.

L’attenzione è adesso tutta sull’assemblea dei soci del 17 aprile, quando sarà rinnovato il consiglio di amministrazione. In queste settimane le diplomazie sono al lavoro; il sindaco, che attraverso il Comune è di fatto l’azionista di riferimento della Fondazione Crc (sono di nomina comunale il presidente e altri cinque consiglieri, sei su 14 del comitato di indirizzo), sta tastando il terreno per cercare di trovare un sostituto di Ciro Gaspari (presidente da nove anni dopo essere stato vice dal 2002 al 2004, una sua riconferma è poco probabile) che possa avere un profilo tecnico all’altezza del ruolo ma anche una disponibilità a restare vicino al territorio. I nomi di Giulio Ponzanelli, avvocato e professore a Milano, e Angelo Tantazzi, presidente di Prometeia a Bologna, sembrano tramontati sia perché non è detto che avrebbero accettato, sia perché difficilmente avrebbero potuto restare a Carrara il tempo congruo necessario a seguire da vicino le dinamiche bancarie.

Il nome che continua a circolare è quello di Cirillo Orlandi, ex presidente dell’autorità portuale della Sezia, manager, presidente del collegio di arbitri che sta dirimendo le controversie tra Comune e industriali sulle tariffe del marmo. Un altro nome è quello di Giorgio Bianchini, presidente di Imm-Carrarafiere in scadenza a fine aprile, bocconiano; a Imm-Carrarafiere potrebbe andare un imprenditore del marmo (Andrea Rossi? Alberto Franchi?).

Massimo Braglia

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