Il Tirreno

Vertice in Regione per la frana. Il fronte si allarga

di Manuela D'Angelo
Vertice in Regione per la frana. Il fronte si allarga

Sale la preoccupazione per il versante di Corsanico. Il Comune: «Questa è una vera emergenza»

3 MINUTI DI LETTURA





MONTIGNOSO. Frana di Corsanico: una storia che dura dai primi giorni di marzo e ad ogni puntata le notizie peggiorano. Ieri mattina l'ennesimo sopralluogo del sindaco Narciso Buffoni, dell'assessore ai lavori pubblici Gianni Lorenzetti e dei tecnici del Comune, della Provincia e della Regione, intervenuta con un geologo del Genio Civile.

Il quadro appare sempre più chiaro, ma anche sempre più preoccupante perché il fronte frana si sta pericolosamente alzando. Ad oggi il movimento franoso è riscontrabile fino alle Pianocce, l'unica soluzione è la regimazione delle acque in alto, per togliere acqua dall'interno della frana. I continui movimenti del monte hanno reso pericoloso anche il lavoro degli operai del comune, che si stavano occupando della pulizia del fronte frana, della vegetazione, terra e acqua. La ditta ha dovuto smettere di lavorare per 24 ore per problemi di incolumità e ieri mattina è tornata sul cantiere allagato dalla pioggia.

«Non c'è pace per Corsanico- commenta l'assessore Lorenzetti- ; continua a cadere giù di tutto e la pulizia del fronte frana è sempre più complicata. Intorno è tutto un movimento». Alle 15 di questo pomeriggio il sindaco Narciso Buffoni incontrerà in Regione l'assessore Annarita Bramerini: l'incontro sarà tutt'altro che formale, il sindaco pretenderà attenzione e soluzioni.

Il comune di Montignoso lamenta di essere stato lasciato praticamente da solo nella battaglia per la messa in sicurezza del territorio e contro il parziale isolamento dei cittadini montani: la Provincia è impotente, la Regione distante. La ditta che sta eseguendo la maggior parte dei lavori lo sta facendo con ordinanza di somma urgenza partita dagli uffici comunali e al momento senza completa copertura finanziaria.

Il danno al monte, però, parte da lontano, un intervento che, per essere realmente risolutivo, varrebbe decine di milioni di euro. Ogni giorno che passa, infatti, aumenta il fronte frana che oggi ha superato i 500 metri circa, ed aumenta il costo dei lavori. L'emergenza più grande riguarda l'acqua che attraversa il fronte di frana e che esce dalla pancia della frana stessa. Tutto il versante è in gravi condizioni, perché quella montagna è in continuo movimento. I primi lavori risalgono al 2010, quando a seguito dell'alluvione che toccò soprattutto la Lunigiana, ma che si fece sentire anche nei comuni di costa, si capì che quel versante era interessato da un effetto tipico delle nostre montagne, lo scivolamento, un effetto che andava mitigato, ma che non poteva essere fermato. Per farlo sarebbero stati necessari, allora, 2,5 milioni di euro, soldi che la provincia non aveva e non spese. La situazione è poi peggiorata di anno in anno. Dal marzo 2013 la strada provinciale 1 è chiusa al traffico, con un divieto di transito che riguarda sia i veicoli che i pedoni e che, per quanto riguarda la Provincia, resterà in vigore sino al termine dei lavori di messa in sicurezza e consolidamento delle scarpate stradali. Il sindaco Buffoni, invece, avrebbe voluto riaprire il prima possibile, prendendosi la responsabilità dell'atto, per 'liberare' i suoi concittadini dal semi isolamento. Per raggiungere Montignoso, infatti, i residenti di numerosi paesi a monte, hanno due alternative, via Lenzetti, non del tutto agibile, ripida e comunque non percorribile dai mezzi di soccorso e via Tecchioni, attraverso Massa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa