Il Tirreno

Movimento 5 Stelle

«No alla nuova concessione di cava sulle Apuane»

MASSA. Domani in piazza Garibaldi alle 18 il Movimento 5 Stelle presenterà il portavoce sindaco e la squadra che correrà alle comunali del 26 maggio. I grillini intanto prendono posizione netta sulla...

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MASSA. Domani in piazza Garibaldi alle 18 il Movimento 5 Stelle presenterà il portavoce sindaco e la squadra che correrà alle comunali del 26 maggio.

I grillini intanto prendono posizione netta sulla vicenda delle cave, a partire dalla contestata decisione della giunta Pucci di dare in concessione la cava Filone-Fondone.

I grillini annunciano che si opporranno «con ogni mezzo legale a questo ultimo, ennesimo scempio delle Apuane». M5S si presenterà alle prossime amministrative «con un programma dedicato alla montagna - si spiega - che finalmente vedrà una reale tutela di questa nostra immensa ricchezza, con un Regolamento sull'attività estrattiva che finalmente porrà fine alla distruzione selvaggia e all'abuso. Le nostre montagne saranno una importante risorsa sia per gli abitanti delle frazioni montane, sia per i cittadini tutti, sia per lo sviluppo di un turismo dedicato che permetterà di godere delle nostre bellezze e che non le vedrà più svilite e devastate per gli interessi di pochi».

Rornando al caso Filone Bondone, per i grillini si tratta di una decisione «che va contro ogni logica di buona gestione del territorio, che non risponde alle dichiarate sensibilità del sindaco verso le criticità presenti e verso una politica di vicinanza ai cittadini più volte detta e ripetuta. Ma per giudicare la bontà di una amministrazione le parole valgono ben poco, contano i fatti. E i fatti sono gravissimi.

Riaprire questa cava significa dare in concessione ad un privato un bene Comune, un bene di tutti, e questo privato avrebbe la facoltà di gestire questa cava a suo piacimento, sfruttarla per profitto dando al comune un canone irrisorio e non proporzionato ai guadagni ottenuti con l'estrazione del marmo. Il tutto sotto le leggi risalenti al 1846, dato che il comune non ha mai emanato il Regolamento comunale sull'attività estrattiva - si insiste in una nota -I cittadini sarebbero esposti, ad un peggioramento di un rischio idrogeologico già grave, ad un aumento del traffico pesante che porta a valle i blocchi, con tutti i danni conseguenti al manto stradale e alle abitazioni per le vibrazioni continue, al respiro di polveri sottili, al possibile inquinamento delle falde acquifere e all'essere testimoni obbligati della razzia dei nostri monti».

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