Il Tirreno

Manovre e trattative in vista del ballottaggio

di Claudio Figaia
Manovre e trattative in vista del ballottaggio

I candidati perdenti scelgono chi appoggiare: Bertocchi il più vicino a Volpi più sfumate le posizioni di Venè ed Evangelisti. Ma il controllo dei voti è difficile

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MASSA. Il giorno dopo il grande successo delle primarie – non si può non definire così una consultazione che porta al voto oltre 11mila persone (poco meno di un quarto del totale dei votanti alle amministrative del 2008) – la partita elettorale massese è appena agli inizi. Il ballottaggio è vicinissimo (domenica), alle elezioni “vere” manca meno di un mese (26 maggio) e i “player” della politica locale sono in piena attività.

L’attenzione di tutti è, ora, sul secondo turno e su come si orienteranno gli elettori che, domenica, hanno votato per uno dei candidati “perdenti”. Con chi si schiereranno Lara Venè, Emanuele Bertocchi, Fabio Evangelisti? Appoggeranno Alessandro Volpi o Domenico Ceccotti?

Nessuno per ora si sbilancia. «Riuniremo i nostri comitati, chi ci ha sostenuto, decideremo lì», è la risposta ufficiale. Che, tradotto dal politichese, significa: stiamo trattando. La merce di scambio è però scarsa. La clausola delle primarie per cui “nessun candidato sconfitto sia nominato assessore” è lì a bloccare inciuci e accordi “di convenienza”. E del resto i tre sconfitti sanno che non potranno controllare i consensi raccolti, se non in minima parte.

«Rifuggo da una concezione proprietaria dei voti – spiega Fabio Evangelisti – ma una riflessione è inevitabile. Il mio impegno è restituire a Massa un centrosinistra unito e pronto ad assumersi una responsabilità di governo in discontinuità con il passato. Spero di incontrare i candidati al ballottaggio e offrire a uno di loro il mio sostegno e il mio contributo, non tanto di voti quanto di contenuti e di idee» .

Lara Venè è sulla stessa linea: «Ci riuniremo domani sera (stasera per chi legge ndr.) e decideremo. A qualcuno daremo il nostro appoggio: in una logica di appartenenza al centrosinistra così deve essere».

E così Emanuele Bertocchi: «È aperto un ragionamento, vedremo cosa fare nella riunione del nostro comitato».

Ma aldilà delle dichiarazioni ufficiali, qualcosa si può intuire. Non è un segreto, ad esempio, che Evangelisti abbia nel corso della campagna elettorale espresso parole di stima nei confronti di Volpi, ma è anche vero che il suo accento sulla “discontinuità” può essere inteso come discontinuità anche da Volpi che ha fatto parte della amministrazione Pucci.

La posizione di Bertocchi appare più vicina al professore che, durante la presentazione al bar Battistini, arrivò a indicare come suo possibile assessore o city manager. Più sfumata la posizione della Venè o, almeno del suo elettorato, che sembra appartenere di più al bacino Pd e che, quindi, tendenzialmente orientato a votare per Ceccotti, il quale, a torto o ragione, viene percepito come il candidato più vicino al partito democratico e al suo apparato.

C’è da dire, inoltre, che Volpi raccoglie in prevalenza un voto di opinione e trasversale che va da Rifondazione alla cultura ambientalista, mentre Ceccotti raccoglie più un voto di appartenenza. È questo è un altro elemento che inciderà sul ballottaggio.

Ma poi, dopo le primarie ci sarà il voto delle amministrative. Lo ricorda Giuliano Minuto, presidente della 28 Aprile: «Seguiamo con attenzione questa competizione ma la partita vera è quella di maggio dove ci sarà la nostra candidata Gabriella Gabrielli. Ci dicono che qualcuno voleva votarla già alle primarie. Rispondiamo che per noi la campagna non è ancora cominciata».

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