Il Tirreno

«Il Pd si era troppo adagiato sugli allori»

Alessio Cavarra in rampa di lancio per la poltrona di sindaco di Sarzana dopo la vittoria nelle primarie

2 MINUTI DI LETTURA





SARZANA. Primo risveglio da candidato sindaco per Alessio Cavarra e prime mosse di avvicinamento alla consultazione del 26 e 27 maggio. Un mese e mezzo che si prospetta caldo, perché le elezioni generali hanno fatto capire che il Movimento 5 Stelle non può essere sottovalutato, neanche in una città con una fortissima tradizione democratica come Sarzana.

«Fino a due giorni fa avevo molto più timore dei grillini, devo dire la verità - ammette Cavarra - oggi, dopo aver visto la portata della vittoria nelle primarie che hanno visto 4mila persone al voto, mi sento veramente forte».

Si presuppone quindi una campagna elettorale ben diversa da quella nazionale, più giocata sul confronto diretto con il movimento fondato dal comico genovese. «Il Pd si era adagiato sugli allori, e a livello nazionale abbiamo subìto un gancio di quelli che stordiscono. Con le primarie, di cui sono stato un fermo propugnatore, abbiamo voluto risvegliare il territorio da un certo torpore, e dimostrare che la vera proposta di governo della città viene solo da parte nostra: di là non ci sono proposte politiche vere». Eppure non sono mancate le polemiche, con l'accusa di aver portato al voto molti stranieri il cui interesse per le sorti del Pd è sembrato maliziosamente sospetto a chi ha perso. «Mi sembra assurdo approvare un regolamento in cui si permette a tutti di votare, e poi stupirsi se si vede un cinese in fila - taglia corto Cavarra - ho vinto perché ho speso tutte le mie energie andando campanello per campanello e quartiere per quartiere, a capire quali sono i problemi di Sarzana, a riportare la politica tra le persone. Non come altri, che si riuniscono in stanze chiuse in poche persone per prendere decisioni chiave, e poi hanno la pretesa di presentarsi come il ’nuovo'».

C'è un programma con quaranta punti per il rilancio della capitale della Val di Magra, ma le voci da cui partire sono tre secondo Cavarra: «Ridare decoro alla città, che in questi anni ha perso parte della sua immagine, un po' sbiadita anche per colpa della crisi; attenzione alla sicurezza, punto che si intreccia con il primo. E infine partecipazione: il punto di vista degli abitanti è una risorsa per ogni governo».

Sulle dimissioni da consigliere regionale è ancora presto per decidere una data. «Lo saprò nei prossimi giorni - conferma il candidato sindaco - e devo dire che la rinuncia non mi pesa affatto. Per chi fa politica, diventare il sindaco della propria città è la soddisfazione più grande che si possa ottenere».

Andrea Bonatti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa