Il Tirreno

Fusione di Comuni, no di Magnani

Fusione di Comuni, no di Magnani

Duro attacco a Zammori e Tomassini in vista dell’incontro di stasera (ore 21)

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AULLA. Questa sera alle 21, in sala consiliare, si terrà un'assemblea promossa dal Pd di Aulla e dall'amministrazione comunale per presentare il progetto di fusione tra i Comuni di Aulla e Podenzana.

Il tutto in vista del consiglio comunale di domani pomeriggio alle 17,30, durante il quale verrà discussa la proposta di fusione dei due Comuni. Ma le acque restano agitate sulla questione dopo che è esploso il malcontento nel Pd aullese su come è stato gestito il processo di avvicinamento alla fusione. Infatti, c'è una fronda di iscritti al Pd cittadino, guidata da Fabrizio Tomassini e Giovanni Zammori, che ha sollevato dubbi sulla ventilata fusione, pur dicendosi d'accordo nella sostanza, e ha affidato le proprie perplessità ad una nota firmata semplicemente un “gruppo di iscritti al Pd”, che è stata pubblicata su queste pagine domenica scorsa.

Ora a gettare benzina sul fuoco è il vice presidente della Provincia, il socialista Fabrizio Magnani, uno dei papabili a ricoprire il ruolo di candidato a sindaco per il centrosinistra il prossimo anno. Infatti, Magnani ritiene «preoccupante che un progetto amministrativo così importante come la fusione tra i Comuni di Aulla e Podenzana, progetto che non potrà che portare benefici e risorse alla cittadinanza di questi due Comuni, venga usato per esprimere supposte critiche, tanto oscure che non si capisce neppure in che cosa si concretizzino; esprimo questa posizione – prosegue Magnani – non per entrare in dinamiche interne che non conosco, ma per stigmatizzare un comportamento che mi pare assolutamente masochistico per il centro sinistra aullese: pensare, infatti, di fare una guerra politica su un giusto provvedimento mi pare un atteggiamento degno di un classico tafazzi».

Magnani, poi, prende di mira, utilizzando la clava, Tomassini e Zammori: «Del primo conosco poco, ma mi dicono sia un classico esponente del Pd di Massa, venuto in Lunigiana da qualche tempo. Del secondo avrei tanto da dire, ma mi limito a ricordare che si tratta di quello stesso Giovanni Zammorri che è stato in consiglio comunale ad Aulla dai lontani anni Ottanta, che è stato presidente della Comunità montana per molto tempo negli anni '90, che ha cambiato non so quante casacche nel centrosinistra, prima Pci, poi Ds, poi Sel, ora, pare, il ritorno al Pd. Si è anche distinto, ultimamente, per aver cercato di vincere un concorso di progettazione, quello per i ponti distrutti dall’alluvione in Lunigiana, concorso indetto dalla Regione Toscana, ma senza riuscirci. Siamo di fronte a una persona veramente multiforme: libero professionista che lavora per il pubblico, politico con indole molto variabile e cambio frequente di appartenenza politica, che ha avuto importanti ruoli nello stesso settore pubblico, infine, attuale vate della politica nostrana. Voglio dargli un consiglio: si cerchi un ruolo, solo uno, per favore...e se lo coltivi con passione; se vuole fare il tecnico, che faccia il tecnico, se vuole fare il politico, che faccia il politico. Mi risulta che neppure Renzo Piano ha mai pensato di mettersi a dare lezioni di buona politica a un Bersani o a chicchessia...» conclude sarcasticamente il vice presidente della Provincia. (g.u.)

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